Lavoratori sfruttati in nero in un laboratorio tessile: attività sospesa e maxi multa

In un capannone per il confezionamento di abiti sono stati trovati tre lavoratori totalmente in nero, due dei quali privi di permesso di soggiorno che sono quindi stati espulsi dall'Italia

Il Capo dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro dott. Roberto Romillo e il Dott. Lo Bianco della Questura scaligera

Il 17 maggio la polizia di Verona ha eseguito, sulla scorta di accurate indagini, un'attività congiunta con l'Ispettorato del lavoro che ha avuto oggetto un capannone sito in una zona industriale della perifieria cittadina.

Il capannone all'interno del quale si è svolta l'operazione sinergica degli agenti di polizia e degli ispettori del lavoro, si occupa prevalentemente di manifattura tessile, di fatto un vero e proprio laboratorio di confezionamento di abiti. Si tratta di una ditta individuale cinese che, all'esito del controllo, ha presentato gravi irregolarità sotto il profilo dei rapporti di lavoro nei confronti dei dipendenti.

All'interno dell'azienda sono stati identificati una decina di lavoratori, tre dei quali risultavano in nero, tutti di nazionalità cinese e di età compresa tra i 25 e i 50 anni. Due di questi, un uomo e una donna, sono risultati inoltre essere clandestini, in quanto privi di permesso di soggiorno. Entrambi sono stati pertanto espulsi sulla base della normativa vigente: «Il nostro operato - ha dichiarato il Dott. Luigi Bianco della Questura scaligera - è volto in particolare a contrastare le forme di sfruttamento, poiché da un lato creano un danno al mercato del lavoro nei confronti degli imprenditori che pagano le tasse, dall'altro è facile che persone senza permesso di soggiorno abbiano difficoltà a far valere i loro diritti e vengano ridotte a forme di semischiavitù».

Lo Bianco questura polizia 1

«Il numero di lavoratori irregolari trovati all'interno dell'azienda - ha spiegato il Dott. Roberto Romillo, Capo dell'ispettorato del lavoro di Verona - è stato tale da richiedere un nostro provvedimento molto incisivo, vale a dire la sospensione dell'attività imprenditoriale. Ben tre lavoratori erano infatti in nero, il loro era un rapporto lavorativo totalmente sconosciuto alla pubblica autorità e questo ha implicato la temporanea sospensione dell'attività imprenditoriale».

Il titolare dell'azienda, anch'egli di nazionalità cinese, è stato quindi denunciato per l'impiego di manodopera clandestina, in quanto, come detto, due dei tre lavoratori in nero erano anche privi della regolare documentazione per soggiornare sul territorio nazionale. Per quanto riguarda la parte amministrativa, l'Ispettorato del lavoro ha comminato sanzioni pari a diecimila e duecento euro. Previo il pagamento della sanzione, l'attività imprenditoriale del laboratorio tessile ha poi potuto riprendere. Ulteriori indagini ed accertamenti sono comunque attualmente in corso da parte sia degli ispettori del lavoro che degli agenti di polizia.

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