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Il 2020 della Polfer: 26 arresti, 469 denunce e 25 minori rintracciati

Sono state più di 87.000 le persone controllate dal personale del compartimento di polizia ferroviaria per Verona, Vicenza ed il Trentino Alto Adige

Il 2020 è stato un anno particolarmente impegnativo anche per gli agenti della polizia ferroviaria, in prima linea nel far rispettare in ambito ferroviario gli obblighi ed i divieti imposti per contenere la diffusione del coronavirus. I controlli sono stati improntati sempre al rigore ma, al contempo, al buon senso, con lo scopo di evitare assembramenti, nel rispetto delle normative sul distanziamento sociale, facendo osservare l'obbligatorietà dell'utilizzo delle mascherine nelle stazioni e a bordo dei treni.

Allo stesso tempo è stata garantita la normale attività di polizia: sono infatti più di 87.000 le persone controllate dal personale del compartimento di polizia ferroviaria per Verona ed il Trentino Alto Adige, presente con i propri uffici operativi sulla rete ferroviaria del Trentino Alto Adige e delle province di Verona e Vicenza.
Sono stati intensificati i servizi istituzionali con l’impiego di circa 11.800 pattuglie nelle stazioni e 572 a bordo treno e provvedendo a presenziare circa 1.200 treni; 850 sono stati i servizi antiborseggio svolti in abiti civili per contrastare, in particolare, i furti in danno dei viaggiatori.
Particolarmente efficace si è dimostrata l'applicazione per smartphone in uso alle pattuglie che ha permesso al personale di effettuare autonomamente un maggior numero di controlli anche grazie alla funzione di lettura ottica dei documenti elettronici.

All’attività di prevenzione si aggiunge quella di contrasto ai reati con 26 arresti, oltre alla denuncia di 469 persone, il sequestro di oltre 2,5 chili di sostanza stupefacente. Nel corso dell’anno sono stati 25 i minori scomparsi rintracciati.
Nello stesso periodo è stata attenta l’opera di prevenzione e repressione volta a contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina. Complessivamente sono stati 108 i cittadini stranieri irregolari condotti negli uffici immigrazione delle questure competenti.

Tra gli episodi salienti, accaduti nella provincia di Verona, il soccorso di una viaggiatrice brasiliana di 42 anni nella stazione di Verona Porta Nuova, caduta a terra per un arresto cardiocircolatorio con grave trauma alla testa, mantenuta in vita dal massaggio cardiaco e dall’uso del defibrillatore praticato da due agenti ed un militare dell'esercito fino all'arrivo dei soccorsi del 118. E attraverso un'articolata indagine è stato individuato e condotto in carcere un nigeriano di 25 anni responsabile di varie episodi di aggressioni e percosse, commesse a bordo treno tra le province di Verona e Trento, nei confronti di altri viaggiatori, in particolare studenti minorenni.

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