Polizia ferroviaria contro il terrorismo, ma gli agenti sono sprovvisti di giubbotti salvavita

Ogni giorno, gli agenti della polfer di Verona sono chiamati a garantire la sicurezza nelle stazioni ferroviarie, anche in caso di terrorismo, ma sono privi di mezzi adeguati

La vita nella stazione ferroviaria di Verona è sempre più difficile tra le minacce dei terroristi e i migranti che cercano di lasciare l'Italia. A farne le spese anche e soprattutto gli agenti della Polizia Ferroviaria, che attraverso il segretario provinciale del sindacato Silp, Cristian Truzzi, su L'Arena denuncia la mancanza di mezzi a disposizione per garantire la sicurezza dei cittadini.

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Questa la dichiarazione di Truzzi su L'Arena: "Non possiamo tacere che sono anni che la polizia ferroviaria è sprovvista di un auto specializzata per il trasporto dei fermati. Attualmente ogni trasferimento con a bordo un fermato è effettuato con una Fiat Panda mettendo in serio pericolo l’incolumità degli operatori. Ma ben più grave di tutto è la mancanza di giubbotti antiproiettile. Dopo la scadenza e il contestuale ritiro di quelli posseduti, attualmente il settore operativo di Verona ha in dotazione solo due giubbotti antiproiettile. Due per otto operatori. Come possono affrontare l’allarme di questi giorni e situazioni potenzialmente pericolose operatori sprovvisti di difesa? La situazione diventa assurda se si pensa che tutto sommato la polfer di Verona è fortunata considerato che quelle di Peschiera e Legnago sono completamente sprovvisti di giubbotti. Lasciamo perdere le divise vecchie 15 anni ormai logore, bucate e rammendate e mai sostituite e che sicuramente non rendono efficiente il lavoro di chi è chiamato ad indossarle. Glissiamo anche sulle cartucce potenzialmente pericolose e frettolosamente sostituite. La sicurezza della stazione è un impegno di non poco conto considerato che a doverlo svolgere sono chiamati mediamente otto operatori per turno che, sempre mediamente, hanno 45 anni. Mediamente otto perché, come detto, alcuni operatori sono sottratti alla vigilanza dello scalo scaligero e inviati al Brennero o come è successo vengono distratti dai loro compiti e chiamati a vigilare la caserma compartimentale".

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