Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Piazza Erbe

Operazione profughi sulle Torricelle: le polemiche dopo il "sì" del Ministero

Scoppiano le polemiche, specie da parte leghista, dopo che il Ministero della Difesa ha autorizzato l'utilizzo dell'ex alloggio ufficiali Nato sul colle San Felice, per ospitare i richiedenti asilo in città

La notizia del nulla osta da parte del Ministero della Difesa, per l'utilizzo della palazzina sulle Torricelle che un tempo ospitava gli ufficiali Nato, in vista dei nuovi arrivi di migranti sul territorio veronese, ha suscitato tanto il plauso quanto le polemiche provenienti dalle differenti aree politiche. La struttura che sorge in mezzo ai prati del colle San Felice, non troppo distante dal forte di matrice austriaca, è piuttosto decentrato rispetto all'abitato. Il suo stato di conservazione era stato definito dal prefetto Mulas abbastanza dignitoso, pur naturalmente prevedendo che si dovranno affrontare delle spese per adibirlo a vero e proprio centro d'accoglienza per i profughi. Al momento è impossibile accedervi, ma l'impressione è che effettivamente pur non essendo più stato utilizzato da diversi anni, l'edificio possa considerarsi in condizioni discrete.

Come riferito dall'Arena, favorevole all'operazione Torricelle si è detta la deputata del Pd Alessia Riotta: "È positivo che vi sarà ospitato un numero limitato di persone poiché i piccoli gruppi possono essere gestiti meglio. Se abbiamo il dovere di accogliere le persone e valutare le richieste di asilo, dobbiamo anche assicurare ai cittadini il diritto alla sicurezza". In effetti stando anche a quanto specificato nei giorni scorsi dal Prefetto di Verona, il futuro centro d'accoglienza per i richiedenti asilo non dovrebbe ospitarne oltre la sessantina. Un numero dunque piuttosto contenuto che, a differenza della tenuta di Costagrande dove le presenze sono circa 500, dovrebbe facilitare il compito di chi è preposto al controllo della situazione, ma anche e soprattuto evitare l'insorgere spiacevole di tensioni o conflitti all'interno della struttura, spesso facilitati proprio dalla troppo serrata convivenza e dalle condizioni di vita non sempre ideali, nelle quali si trovano a vivere queste persone.

Ciò detto, pare invece essere totalmente contrario all'iniziativa il segretario provinciale leghista Paolo Paternoster, il quale come riportato dall'Arena ha annunciato dure manifestazioni di protesta: "Sulla questione dell'immigrazione clandestina ho espresso al prefetto, persona preparata ma che deve eseguire le decisioni del governo, la nostra totale contrarietà e come abbiamo fatto ad Albaredo, Affi e Avesa manifesteremo tutto il nostro disappunto visto che in provincia di Verona ne sono già arrivati il doppio rispetto a un anno fa. Per mettere fine a una situazione insostenibile bisogna bloccare i clandestini che ormai Renzi e Alfano vanno a prendere sul bagnasciuga libico, e rimpatriare quelli che ci sono".

Se a livello nazionale, almeno sul tema dell'immigrazione, recentemente è emersa quale possibilità non troppo remota quella di un singolare, ma forse poi nemmeno così imprevedibile, asse Lega-Movimento 5 Stelle, dal punto di vista locale, e nello specifico sull'operazione Torricelle, il grillino consigliere comunale Riccardo Saurini, ha espresso, così come riferito dall'Arena, una posizione decisamente più moderata: "Come numero può funzionare, il problema è l'isolamento: visto che possono muoversi liberamente bisognerà prevedere adeguate soluzioni. Se la ripartizione fosse proporzionale non ci sarebbero ammassamenti come a Costagrande". Il riferimento ultimo è ovviamente alla scarsa collaborazione, denunciata a più riprese anche dallo stesso Prefetto Salvatore Mulas, da parte degli oltre ottanta Comuni del Veronese, che se si dicessero finalmente disponibili a collaborare nella gestione dei profughi in modo sinergico con le autorità preposte, alleggerirebbero di gran lunga il problema, consentendo un'equa redistribuzione sul territorio dei migranti senza il rischio di creare maxi assembramenti in stile Costagrande.

In proposito è intervenuta ancora la deputata Pd alessia Rotta che, come riferisce l'Arena, al di là dei facili allarmismi snocciola i numeri recenti dell'immigrazione: "I profughi sbarcati finora sono solo quattromila in più rispetto allo scorso anno e per velocizzare l'esame delle domande di asilo le commissioni sono passate da 12 a 41. Il nuovo bando per l'assegnazione dei fondi per l'accoglienza prevederà piccole quote per un'ospitalità diffusa e un maggior coordinamento con gli enti locali... In Friuli la regione coordina gli interventi insieme a prefetti e sindaci con buoni risultati, cosa che in Veneto non si può fare e non per colpa del governo". Di nuovo i Comuni refrattari all'accoglienza nel mirino dunque, mentre da parte del tosiano Casali, in linea con quanto dichiarato ieri dal sindaco, si continua ad esprimere la necessità di interventi politici atti a rendere più efficaci e rapidi i provvedimenti di espulsione

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