Vergogna e pregiudizio: la polemica (che fa male a Verona) tra un bistrot e la polizia locale

«Il commercio sta morendo, - spiega il titolare del locale - e questi si sono presi la briga di venire a dirmi "l'ombrellone deve stare chiuso"». L'Ass. comunale Polato: «È vergognoso far passare gli agenti della polizia locale come soggetti che vanno a vessare i commercianti»

Foto frame video Facebook

Sia ben chiaro, nervi tesi e pazienza agli sgoccioli sono più che attenuanti, sono degli evidenti stati di malessere che chiunque, oggi, dinanzi ad una crisi ed emergenza sanitaria, sociale ed economica è più che comprensibile possa manifestare. Tuttavia, bisogna sempre chiedersi se risentimenti, rabbia e paure portino effettivamente al miglioramento di una situazione che si fatica a tollerare, o se piuttosto tutto questo serva soltanto a rendere ancora più penosa una condizione di certo già di suo piuttosto difficile. La sensazione, infatti, è che in tutta questa vicenda non vi siano alla fine né vincitori, né vinti, ma che a rimetterci sia purtroppo una città che, non di polemiche avrebbe bisogno, ma di spirito di solidarietà come, peraltro, in moltissime altre circostanze sta effettivamente avvenendo già da tempo. Andiamo però con ordine: nelle scorse ore è nata una veemente polemica a mezzo social tra il titolare di un bistrot in Corso Porta Nuova a Verona e gli agenti della polizia locale. La vicenda è stata inizialmente resa di dominio pubblico con un video postato sulla pagina Facebook del locale da parte del commerciante ed è poi stata ripresa e commentata, attraverso un filmato di replica, condiviso questa volta sui social dall'assessore alla Sicurezza del capoluogo scaligero Daniele Polato.

Le accuse lanciate inizialmente dal commerciante possono esssre così riassunte: «Il Comune di Verona si deve vergognare», scrive il titolare del bistrot nel suo post su Facebook. Per qual motivo? Perché a suo dire, non appena avuta la possibilità di aprire per fare vendita d'asporto di generi alimentari, così come previsto in Veneto dall'ordinanza regionale numero 42 firmata da Zaia il 24 aprile, gli agenti della polizia locale si sarebbero presentati da lui per elevargli una multa. Le contestazioni espresse a parole dagli agenti avrebbero riguardato, secondo ciò che il titolare racconta nel suo video, l'insegna esposta fuori dal suo locale e alcuni ombrelloni all'esterno del bistrot che il commerciante avrebbe aperto, ma che in realtà sarebbero dovuti restare chiusi: «Il commercio sta morendo, - spiega il titolare del locale di Corso Porta Nuova nel suo video - e questi si sono presi la briga di venire a dirmi "l'ombrellone deve stare chiuso, non può essere aperto e il cartello non può stare fuori". Invece di dire "bravi commercianti che provate a riprendervi", ci stanno bastonando, appena abbiamo messo piede fuori dalla porta, primo giorno d'apertura dopo un'ora, erano già qui pronti a fare la multa».

Post Facebook copia

Il post Facebook del commerciante

Ora, da quel che si comprende la sanzione gli agenti della polizia locale di Verona non l'avrebbero alla fine fatta, e già questo è un punto che non può essere sottovalutato. In secondo luogo, stando alle parole dell'assessore alla Sicurezza Daniele Polato, sia lui che l'assessore al Commercio Nicolò Zavarise si sarebbero in seguito presentati presso il bistrot per confrontarsi con il titolare del locale. In seguito, come già anticipato, l'Ass. Polato ha fatto un video di replica che, tuttavia, più che indirizzato al titolare del bistrot di Corso Porta Nuova, parrebbe rivolgersi a coloro che si sarebbero presi la briga di contattare la polizia locale per invitare gli agenti a fare dei controlli nel locale. In sostanza, secondo la spiegazione fornita dall'assessore, la polizia locale avrebbe ricevuto delle richieste di intervento, pare di capire più di una, affinché venissero svolti dei controlli nel bistrot che si era organizzato per la riapertura. Come tali queste richieste sono ineludibili da parte della polizia locale nel momento stesso in cui viene ricevuta e registrata la chiamata telefonica, di qui dunque il successivo controllo nel bistrot di Corso Porta Nuova. Il disappunto dell'Ass. alla Sicurezza Polato, pur difendendo anzitutto dalle accuse sia l'amministrazione comunale che gli agenti della polizia locale, si è quindi indirizzato prevalentemente verso queste persone che avrebbero contattato la centrale operativa per far svolgere un controllo nel bistrot.

«Concordo con il commerciante che ho avuto modo d'incontrare, - spiega nel suo video l'Ass. Daniele Polato - perché immediatamente con il collega Ass. al Commercio siamo andati ad incontrarlo, ma la vergogna ritengo siano invece qualche suo probabile collega o qualche cittadino che ha deciso di chiamare la polizia locale e di chiedere alla polizia locale di verificare quelle cose che lui aveva messo all'esterno del locale. La polizia locale, - ha quindi aggiunto l'Ass. Daniele Polato - sono sessanta giorni che fa un lavoro incessante, il numero di sanzioni è bassissimo perché c'è buon senso e un rapporto con i cittadini incredibile, eppure in quel video veniamo tacciati di essere degli "sceriffi", come quelli che vanno a colpire. No, noi non andiamo a colpire. È vergognoso che ci siano dei cittadini, degli inquilini, dei commercianti che chiamino in concorrenza per denunciare l'attività di altri. Questo è vergognoso. Ed è vergognoso far passare gli agenti della polizia locale come dei soggetti che vanno a vessare dei commercianti, nel momento in cui non possono fare diversamente, perché nel momento in cui c'è una denuncia da parte di un cittadino, - ha dunque evidenziato l'Ass. Daniele Polato - se non c'è un'attività da parte della polizia amministrativa che fa il controllo si chiama "omissioni d'atti d'ufficio", le telefonate sono registrate e gli agenti vengono denunciati e vanno in procura. Nessuno di noi può dichiarare "vergogna" rispetto a informazioni diverse dalla realtà. La realtà è che si devono vergognare quei cittadini o quei commercianti che, per invidia per qualsiasi cosa, giorni e giorni telefonano alla centrale operativa per denunciare i propri colleghi o i propri vicini. Questo sì che è vergognoso, altro che "amministrazione comunale vergognosa", voi siete dei cittadini vergognosi e guardate esclusivamente con odio le persone che vi stanno accanto, questo è inaccettabile». 

Il video dall'Ass. Daniele Polato

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