Inquinamento, ancora allerta arancio a Verona per tutto il fine settimana

L'amministrazione comunale ha rinnovato il suo invito ad adottare comportamenti rispettosi dell'ambiente, e pare che tra questi il meno ascoltato sia quello di tenere chiuse le porte di accesso ai locali pubblici

(Foto di repertorio)

Resterà in vigore fino a domenica 4 febbraio in tutto il comune di Verona l'allerta arancio per l'inquinamento da PM10 nell'aria. Questo significa spegnimento delle stufe a legna o pellet negli ambienti che hanno degli impianti di riscaldamento alternativi. Nonostante le perturbazioni di questi giorni, la qualità dell'aria veronese non è migliorata e il centro meteo di Teolo prevede tempo stabile e soleggiato per il fine settimana.

Nel diffondere questa comunicazione l'amministrazione comunale veronese ha rinnovato il suo invito ad adottare comportamenti rispettosi dell'ambiente, come un minor utilizzo dell'auto privata, il mantenimento del riscaldamento in casa tra i 19 e i 21 gradi, e la chiusura delle porte di accesso ai locali pubblici. Proprio quest'ultimo suggerimento pare sia il meno ascoltato, tanto e vero che la giunta è al lavoro per trasformare il suggerimento in un vero e proprio divieto per gli esercizi commerciali a partire dal prossimo autunno. Adesso viene infatti chiesto ai negozi di tenere le loro porte chiuse, in modo da non disperdere il calore e quindi utilizzare in modo più razionale i riscaldamenti, evitando sprechi. Dal prossimo ottobre la richiesta potrebbe diventare un obbligo, con sanzioni per chi non lo rispetta. Un provvedimento tardivo e insufficiente, critica l'ex consigliere comunale Giorgio Pasetto.

Non è con questi provvedimenti che si riesce ad applicare una politica seria sul nostro territorio rivolta ad abbattere il livello dell'inquinamento e a migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini - scrive Pasetto - Dovremmo invece prendere esempio da Londra che con alcuni provvedimenti radicali ha ridotto sensibilmente l'inquinamento. Tra questi ne ricordo due: l'apertura di aree ad emissioni ultra-ridotte e l'introduzione di una T-charge che richiede il pagamento delle vetture inquinanti che circolano nel centro cittadino.

Mentre il candidato veronese PD alle prossime elezioni politiche Diego Zardini chiede maggiore collaborazione tra le istituzioni per ridurre l'inquinamento atmosferico.

Ci vorrà tempo, nessuno ha la bacchetta magica, me ne rendo conto, ma se non cominciamo a mettere insieme, ad esempio, le risorse del governo per la mobilità sostenibile con i piani della Regione e le iniziative del Comune, mai arriveremo al traguardo - ha detto Zardini - Dobbiamo ripensare il nostro modo di fruire delle città. Che sia possibile affrontare il problema lo dimostra il fatto che gli sforamenti in Italia dal 2000 a oggi si sono ridotti del 70 per cento. Per questo chiedo al Comune, alla Regione e al Governo di collaborare per trovare soluzioni praticabili. Ci sono i bandi periodici per il finanziamento del trasporto pubblico, nell'ultimo il Comune di Verona ha ottenuto 1 milione di euro; ci sono tutti i progetti finanziati sulla ciclabilità e, comunque c’è da farsi venire idee pescando tra le migliori pratiche europee.

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