Verona, il 2018 si è chiuso con 49 giorni di sforamento del livello di Pm10

Da quando è partita la rilevazione degli inquinanti tramite le due centraline Arpav di Corso Milano e del Giarol, questo è il miglior dato che si stato registrato, fanno sapere da Palazzo Barbieri

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Verona chiude il 2018 con 49 giorni di sforamento dei livelli di pm10. Si tratta del dato migliore registrato da quando è stata introdotta la rilevazione degli inquinanti, attraverso le due centraline Arpav di Corso Milano e del Giarol. Negli ultimi 5 anni infatti, fanno sapere da Palazzo Barbieri, il superamento della soglia limite di pm10 era stato di 76 giorni nel 2017, 53 nel 2016, 95 nel 2015, 51 nel 2014, 83 nel 2013.

Il controllo della qualità dell’aria è disciplinato dalla norma europea che impone il limite dei 35 giorni di sforamento di pm10 (nelle giornate di superamento la soglia è oltre i 50 µg/mc). Inoltre, visto che il Nord Italia per conformazione geografica e per sviluppo urbano tende ad essere sempre sopra al limite, dal 2017 è operativo l’Accordo volontario fra le 4 regioni del nord - Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. L’accordo, in aggiunta al limite dei 35 giorni, dispone misure emergenziali temporanee, nei casi di sforamento di livello 1 – arancio (dopo 4 giorni consecutivi di superamento del valore limite giornaliero) e di livello 2 – rosso (dopo 10 giorni consecutivi di superamento).

Per effetto di tali misure, in gran parte del Veneto, durante l’anno, è scattato il livello arancione, che comporta anche il blocco dei diesel euro 4. A Verona, invece, la situazione è rimasta stabile, con un solo breve picco registrato nel terzo fine settimana di dicembre, dopo quattro giorni consecutivi di sforamento, dal 17 al 20 dicembre. Il blocco euro 4 è stato però sospeso, mediante l’ordinanza sindacale decisa per ragioni sociali dovute al periodo natalizio, con ricorrenze religiose, ed il calo del servizio di trasporto pubblico urbano, che durante le festività viene ridotto.

«L’accordo di Bacino Padano si è rivelato uno strumento efficace – spiega l’assessore all’Ambiente Ilaria Segala –. Rappresenta per tutte le amministrazioni locali il piano di azione verso cui tendere per portare avanti politiche di risanamento della qualità dell’aria in ambito urbano. Ma se da un parte le misure collettive antismog servono, dall’altra è fondamentale l’impegno di tutti nel farsi parte attiva nell’adozione e nella pratica di buoni comportamenti. Se la qualità della nostra aria è in miglioramento, infatti, il merito è dei veronesi e dei tanti comportamenti virtuosi portati avanti tutti i giorni. Per questo, è importante continuare a rispettare le regole e in particolare a ridurre l’uso dei veicoli a motore privati, preferendo i mezzi pubblici, diminuire la temperatura e l’uso del riscaldamento nei locali, limitare al massimo l’utilizzo di stufe e caminetti alimentati a biomasse, evitare di bruciare sfalci, potature ed altri residui agricoli all’aperto».

A Verona restano pertanto confermate le misure preventive antismog previste per il livello verde: il divieto di circolazione, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, per i veicoli benzina euro 0 e 1 e per i veicoli diesel fino agli euro 3; il divieto di usare generatori di calore con una classe di prestazione emissiva inferiore alle 2 stelle; l’obbligo di utilizzare, nei generatori di calore a pellet di potenza termica nominale inferiore ai 35 kW, pellet certificato conforme alla classe A1.

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