Nasce l'idea di creare un'associazione per restaurare la Pieve di San Floriano

La pieve romanica di San Floriano necessita di urgenti interventi di restauro, ma i fondi disponibili sono scarsi. Per questo si sta valutando l'ipotesi di creare un'associazione che si occupi della rivalutazione dell'edificio sacro

La pieve romanica di San Floriano necessita di interventi di restauro piuttosto urgenti, a cominciare dalle pareti che si stanno gradatamente scrostando, oltre alla pulizia generica di diversi suoi ambienti. Senza contare che gli spazi interni alla chiesa non sono riscaldati, anche perché i soldi a disposizione non sono molti. Di recente soltanto il campanile ha potuto essere restaurato.

Per questo all'interno della frazione di San floriano sta sorgendo l'idea di creare un'associazione in grado di prendersi cura dell'edificio, fruendo possibilmente anche della presenza di esperti in grado di approfondire le conoscenze storiche e artistiche relative alla struttura. La pieve conserva i resti al suo interno di un precedente edificio sacro pagano, probabilmente un cimitero, sopra il quale si dev'essere poi insediata una costruzione di epoca longobarda, parte della quale è poi confluita nell'edificazione della pieve romanica.

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In passato quella di San Floriano doveva costituire una delle principali pievi, a fianco di quelle di san Giorgio e Negrar, nell'ambito dell'amministrazione del territorio della Valpolicella. Ma per fare chiarezza sulla sua storia sono necessari ancora numerosi studi e approfondimenti, mentre così come riferisce anche l'Arena, di recente sono emersi dal sottotetto dell'edificio alcuni bassorilievi dimenticati e abbandonati alla polvere. Ed è stata proprio questa scoperta ad aver riportato l'attenzione e la curiosità, compresa quella dello stesso parroco don Valerio Contarini, sulla pieve di San Floriano, la quale certamente meriterebbe di essere ristrutturata e resa pienamente fruibile a tutti sotto ogni profilo, religioso, storico, culturale e artistico.

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