Pietro Maso contrattacca. Denuncerà le sorelle per diffamazione e chiederà i danni

A seguito della denuncia per tentata estorsione, Maso si è rivolto ad uno studio legale milanese. Tutta la vicenda è partita da un sms inviato per sbaglio

Un sms inviato alla persona sbagliata. Da questo è nata la denuncia per tentata estorisione nei confronti di Pietro Maso. Il testo del messaggio è stato riportato dall'Ansa ed è questo: "Ora Fabio pensaci bene. Domani mattina ti chiamo e se rispondi bene, e fai quello che dico, ok. Altrimenti vengo lì e ti stacco quella testa di cazzo che hai".

L'sms era diretto ad un amico che aveva prestato 25.000 euro a Pietro Maso e che non voleva più dargli altro denaro, ma per sbaglio Maso l'ha inviato a sua sorella Nadia. Lei e l'altra sorella, Laura. hanno così deciso di presentare un esposto alla magistratura. Si era dunque sbagliato il procuratore Schinaia, convinto che le vittime fossero le sorelle di Maso e non una terza persona.

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Pietro Maso però è passato al contrattacco, annunciando che denuncerà le sorelle per diffamazione. Al telefono ha detto loro:"Mi avete messo nei casini, adesso ve la vedrete con i miei avvocati". Maso si rivolgerà ad uno studio legale milanese ed è pronto a chiedere i danni. Le sorelle però si sono difese, dicendo di non averlo voluto danneggiare. Anzi, lo volevano aiutare perché avevano visto in lui alcuni segnali preoccupanti che potevano farlo ricadere negli stessi meccanismi violenti scattati venticinque anni fa quando Maso uccise i suoi genitori.

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