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Cronaca Veronetta

Picchiato a Verona per un manifesto sulle Foibe: «Aggressione di matrice neofascista»

L'episodio si sarebbe verificato a Veronetta nella notte del 7 febbraio. La vittima, un 50enne, avrebbe riportato «fratture multiple al naso e contusioni con prognosi di 30 giorni», per essere intervenuto in difesa di una donna minacciata perché sorpresa a staccare alcuni manifesti

«Poco dopo la mezzanotte di lunedì 7 febbraio a Verona si è verificata una nuova aggressione di matrice neofascista. Un uomo è stato violentemente colpito al viso e al corpo da tre persone riportando fratture multiple al naso e contusioni con prognosi di 30 giorni».
A denunciare l'accaduto sono i gruppi: Non Una di Meno Verona, Infospazio 161, Circolo Pink, Laboratorio autogestito Paratodos, Rifondazione comunista Verona, Cub Verona, PCI Verona e Sinistra italiana Verona. 
Le associazioni e i movimenti firmatari della nota, spiegano che il tutto avrebbe preso il via da una donna intenta a staccare i manifesti da poco appesi di Blocco Studentesco. Cartelli contro l'appuntamento con lo storico Eric Gobetti nel Giorno del Ricordo, finito nel mirino anche del Comune di Verona per le sue considerazioni sul tema delle Foibe e al centro quindi di un'altra polemica sull'argomento. 
«L’uomo, 50 anni, si trovava per strada nella zona di un istituto scolastico del quartiere Veronetta - prosegue la nota - dove erano stati affissi degli striscioni e dei manifesti contenenti propaganda neofascista firmati da Blocco Studentesco, organizzazione giovanile affiliata a Casa Pound.
Una residente della zona stava cercando di staccarli dal muro. L’affissione si era evidentemente appena conclusa dato che il materiale era ancora completamente imbevuto di colla. I tre presunti autori, abbigliati in modo conforme ai canoni del loro gruppo di appartenenza, si trovavano poco lontano, e dopo essersi accorti che la donna era intenta a danneggiare i loro manifesti si sono avvicinati minacciandola verbalmente. L’uomo, vista la situazione potenzialmente pericolosa, si era avvicinato a sua volta. A quel punto, uno dei tre neofascisti si scagliava direttamente contro l’uomo prendendolo a pugni, facendolo cadere a terra, ferendolo, e scappando con gli altri due subito dopo».
Sull'episodio sta ora indagando la Digos di Verona, per dare un volto ai tre picchiatori vestiti di nero, responsabili di quanto accaduto nella zona dell'istituto Giorgi. 
I gruppi che hanno denunciato l'accaduto con questa nota diffusa, puntano poi il dito sull'attuale amministrazione comunale, accusata di voltarsi dall'altra parte di fronte a questi episodi senza esprimere una vera condanna: «In questa città le connessioni tra estrema destra e istituzioni sono evidenti e sfacciatamente rivendicate. L’amministrazione comunale sta legittimando e sdoganando come soggetti politici i gruppi neofascisti e le loro ronde notturne di “difesa e controllo del territorio”: sta sistematicamente occultando minacce, intimidazioni e aggressioni portate avanti in nome di una presunta sicurezza pubblica, e minimizza pestaggi in pieno centro e a sfondo politico a danni di chiunque non rientri nei loro canoni.
Ma come dimostra l’episodio più recente, chiunque può finire nel mirino degli squadristi, che possono contare sul tacito consenso di chi amministra la città e ha di fatto deciso di “appaltare” la sicurezza pubblica alle spedizioni punitive e incontrollate dei gruppi di estrema destra.

Quegli stessi gruppi che si ergono a paladini della libertà di espressione arrivando a chiedere la cancellazione della legge Mancino perché, a loro dire, limiterebbe la libertà di opinione, sono poi protagonisti di aggressioni violente contro chiunque ritenga doveroso esprimere un civile dissenso contro i rigurgiti neofascisti.
Non possiamo restare indifferenti - concludono - di fronte a un’escalation di violenza che ci troviamo a rivivere a pochi anni di distanza dall’assassinio di Nicola Tommasoli. La situazione è diventata ormai insostenibile e questo coacervo di ipocrisia e connivenze tra destra radicale e destra istituzionale merita di essere contrastata attivamente. Da tutta la cittadinanza».

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