Case di riposo, piani e tamponi di Regione e Ulss. PD: «Non basta»

La consigliera comunale di Verona Elisa La Paglia: «È molto urgente che s'intervenga trovando i positivi e fermando il contagio di coronavirus»

Un piano per valutare e limitare i rischi nelle case di riposo, dove un focolaio di coronavirus potrebbe portare alla morte di molti anziani. La creazione di un gruppo che deve coordinare le analisi di tutte le strutture, così da redigere un piano specifico per ogni casa di riposo, basato sul principio della separazione tra gli ospiti positivi e ospiti negativi al Covid-19. Se possibile questa separazione è da realizzare all'interno delle case di riposo, altrimenti si devono organizzare gli spostamenti del gruppo meno numeroso di anziani. Questo è quello che ha chiesto la Regione Veneto alle sue Ulss e questo è ciò che sta facendo l'Ulss 9 Scaligera nel Veronese, che continua ad analizzare tutti gli anziani presenti nelle case di riposo con i test a tampone. Più o meno ogni giorno si riescono a raccogliere tamponi in tutti gli ospiti e gli operatori di due case di riposo diverse, ma tra il giorno in cui il tampone viene raccolto e il giorno in cui si conoscono gli esiti dell'esame spesso passano diversi giorni. Giorni in cui gli anziani contagiati rischiano di aggravarsi e nella peggiore delle ipotesi di morire.
Nella casa di riposo di Castelnuovo del Garda, infatti, è salito a tre il conto dei decessi. A Lazise, otto anziani ospitati sono stati portati in ospedale, mentre una decina di lavoratori è risultata positiva al coronavirus. I tamponi effettuati nella casa di riposo di Pescantina hanno rivelato che più della metà degli ospiti ha contratto il virus, anche se non in forma grave.

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Per questo, la consigliera comunale del Partito Democratico di Verona Elisa La Paglia è convinta che il piano di Regione Veneto e Ulss non è sufficiente. «Mi sono stati segnalati casi in cui il virus è stato portato nelle strutture dagli ospiti ricoverati in ospedale cui ricorrono (spesso per carenze di personale specializzato in struttura) e poi rientrati contagiati, o dai medici di base lasciati senza materiali protettivi o da dipendenti lasciati senza protezioni. È molto urgente che s'intervenga trovando i positivi e fermando il contagio».

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