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Cronaca Centro storico / Via Roma

Fondazione Arena, i tagli di Fuortes. Il comitato: "Male la chiusura del balletto"

Il commissario ha reso noto il suo piano che produrrà un risparmio di quasi 10 milioni di euro in tre anni, ma con grandi sacrifici per i lavoratori, commentati dal comitato Pro Fondazione Arena

"Attendiamo con fiducia la proposta del commissario Fourtes con la consapevolezza che, se ci sarà una ripresa del dialogo, essa dovrà avvenire a 360 gradi, senza preclusioni di sorta e non sulla base di un nuovo diktat".

Questo avevano scritto i consiglieri comunale del PD veronese Michele Bertucco ed Eugenio Bertolotti prima dell'incontro tra il commissario Fuortes e i sindacati in cui si doveva discutere del nuovo piano di risanamento per la Fondazione Arena. Bene, l'attesa è finita e il piano di Fuortes è stato reso noto.

Come era stato anticipato, il nuovo piano non è molto diverso da quello bocciato da sindacati, ma se i rappresentati dei lavoratori speravano di ottenere meno tagli al personale sono rimasti delusi. Per tre anni (2016, 2017 e 2018), i dipendenti non riceveranno lo stipendo per due mesi, ottobre e novembre, a seguito del taglio delle attività invernali. Il corpo di ballo sarà chiuso, senza licenziamenti ma con l'impegno di trovare per i ballerini una ricollocazione. Tagli anche alle assunzioni dei lavoratori stagionali, le cui mansioni saranno ricoperte da una maggiore flessibilità del personale tecnico interno all'ente. Infine, prepensionamenti con condizioni migliori rispetto a quelle previsti dalla riforma Fornero. Il tutto per ottenere un risparmio di quasi 10 milioni di euro in tre anni, il pareggio del bilancio nel 2016 e il conseguente accesso ai finanziamenti della legge Bray che potrebbero, secondo Fuortes, coprire tutto l'indebitamento di Fondazione Arena.

 "Apprezziamo lo sforzo e gli indubitabili passi avanti della proposta - ha commentato il comitato Pro Fondazione Arena - Il problema di fondo resta quello dei conti drammaticamente in rosso e dell’accertamento delle responsabilità che li hanno determinati. Liberarsi dal fardello del museo Amo è un buon segno. La chiusura del balletto invece va valutata in maniera negativa, perché in questo modo si perde la possibilità di continuare a sostenere un’attività artistica così importante per i giovani. Avremmo preferito che anziché liquidare il balletto dell’Arena, il Commissario avesse voluto liquidare il balletto delle cifre. È evidente che se le proposte del commissario non saranno seguite da seri e coerenti comportamenti, i sacrifici richiesti ai lavoratori, che non sono responsabili dello sfacelo, cadranno nel vuoto e la situazione non potrà essere sanata da interventi che non si discostino radicalmente dal modo di operare dei vecchi amministratori".

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