Pfos a Verona, Cordioli tranquillizza: "Non c'è nessun rischio per la salute"

Il presidente di Acque Veronesi chiede di evitare allarmismi. Sono partite le ricerche per scoprire la causa del caso d'inquinamento che ha imposto la chiusura di un pozzo della Centrale Porta Palio

"Nessun rischio per la salute, i veronesi possono bere tranquillamente l'acqua dai rubinetti", parola di Niko Cordioli, presidente di Acque Veronesi.

Cordioli cerca dunque di tranquillizzare gli abitanti di Verona dopo la chiusura del pozzo della Centrale Porta Palio dove è stata rilevata una presenza eccessiva di Pfos. Un caso che ha generato della preoccupazione e la richiesta di informazioni accurate per la popolazione. E Cordioli queste informazioni ha cercato di fornirle, prima di tutto chiedendo di evitare allarmismi. La concentrazione di Pfos nell'acqua è solo di poco superiore al limite di legge (3 nanogrammi per metro cubo), inoltre non c'è nessun collegamento tra questo caso avvenuto a Verona e quello dei comuni delle province di Vicenza, Padova e Verona in cui l'inquinamento di Pfas è più profondo ed esteso. Nonostante la chiusura del pozzo, poi, la fornitura dell'acqua non è stata interrotta. Semplicemente, è stato deciso di attingere l'acqua di altre centrali. Infine sono in corso le ricerche per individuare al più presto il responsabile di questo caso d'inquinamento ed è stata allertata anche la Procura della Repubblica di Verona.

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Il M5S cittadino chiede però di non abbassare la guardia. "L'inquinamento del pozzo di Porta Palio potrà pure rivelarsi un caso isolato, in città, ma è da prendere come un campanello d’allarme, e bisogna agire di conseguenza - ha scritto il candidato sindaco Alessandro Gennari - L'errore più grave che si potrebbe fare, adesso, sarebbe quello di far finta di nulla e sperare che i Pfos spariscano come sono comparsi, senza cercare una causa e senza fare prevenzione per il futuro".

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