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Pfas, l'obiettivo è sostituire le fonti inquinate ma ci vorranno alcuni anni

Ospiti della provincia, Acque Veronesi e il Consiglio di Bacino Veronese si sono incontrati con alcuni sindaci delle zone interessate per discutere di alcuni importanti interventi strutturali in fase di progettazione

Il Consiglio di Bacino Veronese ed Acque Veronesi Scarl hanno fatto il punto della situazione sul tema della presenza delle sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) nell’acqua potabile erogata dalla centrale di Potabilizzazione di Madonna di Lonigo, incontrando alcuni sindaci dei comuni interessati dall’inquinamento ospiti del presidente della Provincia Antonio Pastorello.

L’obiettivo strategico è, e rimane, la sostituzione delle fonti inquinate con altre prive di Pfas. Per fare ciò sono in fase di progettazione alcuni importanti interventi strutturali che, grazie anche al cofinanziamento nazionale, saranno messi in cantiere nei prossimi anni.

Nel frattempo i tecnici di Acque Veronesi Scarl hanno assicurato che le prestazioni della centrale di Madonna di Lonigo, che potabilizza l’acqua estratta dal campo pozzi di Almisano, continueranno a migliorare assicurando concentrazioni residue nell’acqua distribuita dall’acquedotto anche significativamente al di sotto degli attuali valori medi.

“In questi giorni la centrale Potabilizzazione di Madonna di Lonigo sta distribuendo acqua potabile con le concentrazioni di inquinanti riportate di seguito - illustra Massimo Carmagnani, ingegnere di Acque Veronesi Scarl –. Per il limite Pfoa, che ha come tetto 500 nanogrammi per litro, il valore residuo si attesta a 135 nanogrammi per litro (27% rispetto al limite di performance); per i Pfos, il cui limite di sicurezza è 30 nanogrammi per litro i valori non superano i 7 nanogrammi per litro (23% rispetto al limite di performance) e infine per il parametro Atri Pfas siamo anche qui largamente al di sotto della soglia dei 500 nanogrammi per litro: 297 nanogrammi (pari al 59% rispetto al limite di performance)”.

“L’azienda sta operando con assiduità per ottimizzare ulteriormente il rendimento di rimozione degli inquinanti, in modo da garantire una ulteriore riduzione delle concentrazioni residue” dichiara il presidente di Acque Veronesi Scarl, Niko Cordioli.

L’obiettivo gestionale, che le aziende cercheranno di perseguire per i prossimi anni e comunque fintantoché non diverranno disponibili le nuove fonti di approvvigionamento, è quello di garantire il raggiungimento dei valori minimi tecnicamente oggi sostenibili, anche a fronte di eventuali maggiori costi di esercizio.

Anche se la situazione gestionale degli acquedotti è sotto controllo rispetto ai limiti indicati dall'Istituto Superiore di Sanità - afferma Mauro Martelli, Presidente del Consiglio di Bacino Veronese – abbiamo convenuto con i Sindaci e la società di gestione di indirizzare ulteriori risorse alla gestione del sistema della filtrazione per ridurre ulteriormente le concentrazioni di questi inquinanti rispetto alle performance attuali per raggiungere gli obbiettivi della massima precauzione e non solo quelli di Legge".

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