Pfas nel sangue dell’80% dei quattordicenni in zona rossa: "Risultati drammatici"

Legnago, Cologna Veneta, Albaredo e Bonavigo sono i paesi della provincia veronese che rientrano nella cosiddetta "zona rossa" per quanto riguarda l'inquinamento da Pfas

I primi esami del sangue, effettuati in cinquanta ragazzi di 14 anni residenti nella “zona rossa”, hanno evidenziato una presenza anomala di Pfoa (Acido Perfluoro Ottanoico) pari a una media di circa 64 nanogrammi/grammo, contro una media di 2-3 nanogrammi presente nelle persone monitorate al di fuori dell’area dell’inquinamento.

"I dati relativi ai prelievi di sangue dell’80% dei quattordicenni della cosiddetta zona rossa interessata in Veneto dagli sversamenti della ditta Miteni nelle acque regionali, mostrano un risultato pari a 64 nanogrammi di sostanze Pfas (perfluoroalchiliche) nel sangue.” - Ha commentato l’onorevole Mattia Fantinati del M5S - “Un dato preoccupante pari a 30 volte superiore a quello normale che, per essere smaltito completamente, avrebbe bisogno almeno di 20 anni.”

“I Pfas purtroppo sono riconosciuti come interferenti endocrini correlati a patologie riguardanti pelle, polmoni e reni.” – Ha poi proseguito allarmato l'On. Fantinati – “Non eravamo stati rassicurati dal governatore Zaia in merito all'utilizzo dei nuovi filtri? I dati riscontrati danno ovviamente torto a tali annunci politici perché dallo stabilimento della Miteni a Trissino (Vicenza), continua la produzione di sostanze a catena corta, che, secondo gli esperti, sono più pericolose di quelle a catena lunga prodotte in passato; sostanze che, in pratica, oltrepassano i filtri che erano stati pensati per la vecchia produzione. Il governatore del Veneto non vuole ammettere e capire che la situazione attuale è grave e che urge una soluzione immediata per la salvaguardia della salute dei cittadini veneti interessati. Ci auguriamo che a partire da oggi, Zaia pensi meno alla futura poltrona romana e si concentri maggiormente sul suo attuale ruolo di Governatore”.

Sulla vicenda è intervenuto inoltre anche Federico Castelletto, consigliere comunale a Legnago per il M5S: “Il Comune di Legnago è uno dei comuni veronesi rientranti nella zona rossa che comprende anche Cologna Veneta, Albaredo e Bonavigo. A oggi non è stato effettuato nessun monitoraggio, nessun controllo o analisi sulla popolazione coinvolta. Non a caso il 24 febbraio nel consiglio comunale straordinario, discuterò della mia interrogazione in merito depositata più di un mese fa. Vogliamo risposte immediate e soluzioni subito, non possiamo perdere altro tempo a causa dell’inerzia della politica e della burocrazia; è una questione che riguarda la nostra salute e quella dei nostri figli”.

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