Pfas, sì della Regione al censimento degli scarichi per sapere chi inquina

Soddisfatta anche la Miteni, unica azienda finora ritenuta responsabile dell'inquinamento. Intanto l'assessore Bottacin batte cassa: "Dove sono i milioni promessi per l'ambiente?"

La Regione Veneto ha approvato la mozione del consigliere Cristina Guarda che chiede di censire tutti gli scarichi che contengono Pfas. "Analizzare le acque di tutti gli scarichi del territorio contaminato - ha fatto sapere Guarda - servirà ad avere una fotografia chiara della situazione anche del comparto industriale che contribuisce all’inquinamento. Questo per far sì che la Regione possa essere promotore e attore attivo di progetti coordinati tra istituzioni, enti, consorzi e mondo industriale, per abbattere la concentrazione di Pfas nelle acque superficiali".

A ritenerlo un passo molto importante è anche l'azienda Miteni di Trissino, finora ritenuta l'unica responsabile dell'inquinamento da Pfas che riguarda alcune aree di Vicenza, Padova e Verona e che è stato denunciato da Greenpeace. "Finalmente si sceglie un approccio serio e sistematico che aiuterà a capire da dove arrivano queste sostanze e come finiscono nelle acque - si legge in una nota della Miteni - Questo censimento deve considerare anche le immissioni puntuali di Pfas. Miteni ha un ciclo di lavoro costante e scarichi monitorati e controllati ininterrottamente. Molte aziende che utilizzano i Pfas invece scaricano solo in una fase del ciclo produttivo ed è in quel momento che deve avvenire il monitoraggio".

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Intanto continua anche il gioco delle parti tra Stato e Regione Veneto con l'assessore regionale all'ambiente Gianpaolo Bottacin che batte cassa. "Agli inizi di ottobre il sottosegretario alla presidenza del consiglio Luca Lotti aveva rilasciato dichiarazioni importanti sui contributi che il ministero dell'ambiente avrebbe messo a disposizione del territorio. Tra questi: 82 milioni per la parte veneta del collettore del lago di Garda, 60 milioni di euro per la bonifica della discarica di Pescantina e ulteriori 80 milioni euro per risolvere la problematica dell'inquinamento da Pfas. A quelle parole non abbiamo visto che siano seguiti documenti ufficiali né alcun cronoprogramma. Ho perciò scritto al ministro Galletti e non ho ricevuto risposta alcuna né sulle cifre né sui tempi di erogazione. Speriamo che quella di Lotti non si riveli l'ennesima promessa da marinaio".

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