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(foto di repertorio)

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Pfas negli acquedotti. Acque Veronesi: "Sono presenti ma entro i limiti"

Il monitoraggio è partito dal 2014 e ha rivelato tracce di Pfas in diverse acque di approvvigionamento. La loro concentrazione però in rari casi è risultata eccessiva

Prosegue dal 2014 il monitoraggio di Acque Veronesi nelle acque di approvvigionamento degli acquedotti per verificare la presenza o meno di Pfas.

Il piano di campionamenti che caratterizza il monitoraggio delle acque distribuite nella città Verona, prevede dal 2017 almeno 2 analisi annue per ogni pozzo in gestione. Dall'analisi delle concentrazioni da ottobre 2015 ad aprile 2017, risultano tracce di Pfas in molti pozzi. La presenza di Pfas è stata comunque sempre al di sotto dei limiti, tranne che per il singolo caso avvenuto a marzo nella centrale di Porta Palio, il cui servizio è stato momentaneamente interrotto ed è poi ripreso.

La concentrazione di Pfas nell'acqua di San Giovanni Lupatoto è controllata dal 2015 quando in un caso è stato riscontrato un parametro oltre i limiti di legge nel campo pozzi in piazza Umberto I. Nel 2016 sono state ripetute le analisi in piazza Umberto I e non sono stati rilevati composti oltre i limiti di rilevabilità. Nello stesso anno, sono state rilevate tracce di Pfas nel vicino pozzo di via Bellette e in via Nenni. Ad aprile di quest'anno è stato campionato il pozzo di via Bellette, non riscontrando alcuna traccia di Pfas, così come in febbraio nel pozzo di via Nenni. L'unica fonte di approvvigionamento che nel corso del 2017 ha riscontrato concentrazioni sono i pozzi di Campi Raudi di Raldon, ma non al di sopra dei limiti della Regione Veneto.

A San Bonifacio, le prime analisi per rilevare la presenza di Pfas sono datate dicembre 2014, e solo nel 2015 è stata riscontrata la presenza di Pfas in 3 pozzi sui 4 esistenti.

Infine la centrale di Madonna di Lonigo che approvvigiona i comuni veronesi di Albaredo d'Adige, Arcole, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant'Anna, Cologna Veneta, Legnago, Minerbe, Pressana, Roveredo di Guà, Terrazzo, Veronella, Villa Bartolomea, Zimella. Dal luglio 2013 è nota la presenza di Pfas nei pozzi di approvvigionamento della centrale. E nel triennio 2013-16, le azioni gestionali e l'ampliamento dei comparti di potabilizzazione e accumulo hanno permesso di immettere in rete di distribuzione acque con concentrazioni di Pfas al di sotto dei limiti richiesti.

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