Pfas, arriva un nuovo allarme: "Sostanze diffuse anche nell'aria per anni"

La denuncia arriva da Sonia Perenzoni, consigliere comunale per il M5S a Montecchio Maggiore, che durante un incontro tenutosi ad Arcole ha mostrato i documenti che attestano l'autorizzazione rilasciata dalla Regione anni indietro

La vicenda legata all'inquinamento da Pfas che interessa le province di Vicenza, Verona e Padova, sembra diventare sempre più preoccupante.
Non bastava infatti la contaminazione delle acque della zona, ora la denuncia di Sonia Perenzoni, consigliere comunale per il Movimento 5 Stelle a Montecchio Maggiore, lancia l'allarme anche per quanto riguarda la possibile diffusione nell'aria delle sostanze perfluoroalchiliche

La denuncia è arrivata nel corso di una serata informativa che si è tenuta ad Arcole nella serata di venerdì, alla quale erano presenti anche l'Ulss scaligera, i comitati ambientalisti, Acque Veronesi e Isde medici per l'ambiente. Nel suo intervento, Perenzoni ha mostrato alcuni documenti frutto di accessi agli atti eseguiti da consiglieri regionali e parlamentari del M5S, i quali mostrerebbero che Miteni, l'azienda ritenuta responsabile dell’inquinamento da Pfas in Veneto, avrebbe scaricato anche nell'aria le pericolose sostanze: un'autorizzazione rilasciata dalla Regione, quando ancora non si conosceva la loro effettiva dannosità, ha permesso all'azienda vicentina di rilasciarne nell'aria 15 chilogrammi all'ora fino al 1990

"Ma oggi? - si chiedono gli esponenti del gruppo consiliare veneto del M5S - La Regione, sapendo di aver autorizzato queste emissioni, pensa di biomonitorare anche i residenti limitrofi alla fabbrica? Come riportato da uno studio olandese i Pfas si accumulano nel sangue anche attraverso la respirazione. Quindi un altro disastro nel disastro: le persone hanno respirato per anni milioni e milioni di nanogrammi all’ora. Non solo acqua quindi, ma anche aria!".

"Il problema si allarga quindi - dichiara Manuel Brusco, consigliere regionale - perché fino ad oggi tutti gli studi sono stati effettuati cercando i Pfas unicamente nell’acqua, ma nell’aria? Si è pensato ad una ricerca di Pfas nel sangue dei residenti a Trissino e nella Valle dell’Agno?".

Il capogruppo M5S in consiglio regionale, Jacopo Berti, ha dichiarato: "Oggi apprendiamo che gli allevatori e gli agricoltori hanno concentrazioni di Pfas nel sangue superiori agli esposti della zona rossa. Quanto dobbiamo ancora aspettare per vedere chiudere il rubinetto dell’inquinamento? Per salvaguardare un’azienda si sta boicottando il fiore all’occhiello della nostra Regione: la produzione agroalimentare.
Quando ci arriveranno i primi dati sulle analisi di frutta e verdura? Sappiamo infatti che allevatori e agricoltori sono tra i più colpiti e per loro, e i consumatori, esprimiamo preoccupazione.
Oggi che emissioni di Pfas ha la Miteni in aria? Tutte domande alle quali non abbiamo ancora risposte. I cittadini però queste risposte le vogliono subito e vogliono immediatamente la chiusura della fabbrica e l’allacciamento a fonti pulite. La politica non può più rimpallarsi le responsabilità che sono ormai chiarissime, la Regione deve emettere l’ordinanza di chiusura e bonifica del sito e lo stato deve fornire i fondi per costruire i nuovi acquedotti".

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