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Uno dei due cassonetti andato a fuoco domenica sera

Uno dei due cassonetti andato a fuoco domenica sera

Petardi nei cassonetti a Veronetta, incendi domati: «Attacco neofascista»

La Digos di Verona sta eseguendo alcuni accertamenti sugli episodi avvenuti nella tarda serata di domenica, uno dei quali denunciato da Info-spazio 161, il quale ritiene si tratti di un atto di intimidazione nei suoi confronti

Info-spazio 161 ha aperto le porte ufficialmente sabato scorso, ed è già la seconda volta in cui ci ritroviamo a denunciare pubblicamente un attacco neofascista.

A dare la notizia con una nota congiunta, sono gli stessi ideatori dello spazio situato a Veronetta, che raccontano:  

Ebbene sì, i camerati, dopo aver fatto militarizzare il quartiere sabato sera con l’apertura delle loro sedi, riempiendo le vie di Veronetta di reparti antisommossa, hanno deciso di ritirare fuori la loro famosa passione per i botti.
La notte di domenica un ordigno è esploso nei cassonetti dell’immondizia davanti la porta del 161, sviluppando un incendio domato velocemente dai pompieri prima che potesse fare ulteriori danni.
Il nuovo spazio critico in via Muro Padri ha l’obiettivo di continuare a monitorare ciò che prima era una emergenza o minaccia neofascista, ma che oggi noi definiamo diversamente: normalità neofascista. Il neofascismo è diventato parte integrante della vita di tutti i giorni, è entrato nella testa delle persone come un parassita, con le sue idee, le sue parole d’ordine, la sua violenza soprattutto verbale ma anche fisica, come dimostrano gli ultimi avvenimenti in città. Non è difficile capire come uno spazio come il nostro sia una minaccia alla propaganda e alla narrazione quotidiana dei neofascisti. Sia quelli più sfrontati, come quelli con il feticcio per i feti o i tartarughi frecciati, sia quelli più vigliacchi ma molto più pericolosi: quelli che stanno seduti a Palazzo Barbieri, che non hanno neanche il coraggio di rivendicare la propria appartenenza politica: "personaggi" che rinnegano il fascismo in quanto fenomeno storico morto ma che allo stesso tempo non hanno mai speso una parola di condanna nei confronti del neofascismo locale e che sdoganano idee e parole d’ordine, finanziano conferenze e concerti nazisti e incidono sulla vita cittadina con un peso politico, quasi egemone, rispetto a quei quattro annoiati figli della borghesia che giocano a fare le gang nere in Veronetta.

È scontato che queste azioni vorrebbero terrorizzare e intimidire chi vuole mantenere veramente sicuro il quartiere, dal razzismo e da ogni tipo di discriminazione, vivendolo e attraversandolo ogni giorno. È scontato che queste azioni ci fanno solo sorridere, di un sorriso carico di rabbia che ogni giorno ci dà la forza di continuare a resistere.

Dalla Questura di Verona hanno fatto sapere che gli equipaggi delle Volanti e della Polizia locale sono dovuti intervenire nella zona intorno alla mezzanotte di domenica, a causa di alcuni scoppi, dovuti verosimilmente a petardi, che hanno causato l'incendio di due cassonetti utilizzati per la raccolta della carta e del cartone: quello di via Muro Padri citato dal gruppo e uno situato in via Giardino Giusti, davanti al civico 3. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno estinto i roghi una volta che le forze dell'ordine hanno chiuso la strada. 
Nessuna conferma dagli uffici di lungadige Galtarossa sugli autori del gesto o sulla sua matrice. Sul caso sta attualmente eseguendo alcuni accertamenti la Digos, partendo dai filmati delle telecamere di via Giardino Giusti e via Carducci. 

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