Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Via Giuseppe Mazzini

Bullismo tra i banchi di scuola. Butturini: "Il problema è grave e va affrontato"

Dopo i recenti accadimenti avvenuti all'interno di una scuola media della Valpolicella, torna a far parlare di se il tema del "bullismo" che si diffonde sempre più nei giovani

Al momento non si sono ancora individuati i responsabili del pestaggio avvenuto in una scuola media della Valpolicella la scorsa settimana, ma le ricerche proseguono così come il dibattito sul tema del "bullismo" nelle aule scolastiche. Nel frattempo qualche provvedimento è comunque già stato preso: sono infatti stati potenziati i controlli durante i cambi dell'ora o la ricreazione, in modo da rendere più difficile il verificarsi di situazioni spiacevoli.

È tuttavia evidente come il problema abbia radici ben più profonde che investono l'intero sistema dell'istruzione, per come viene pensato e messo in pratica. I fenomeni di bullismo individuale contro "vittime" che possono essere selezionate tra i ragazzi con disabilità, obesi o troppo gracili, oppure semplicemente "diversi", non possono essere completamente scissi dall'ambiente in cui accadono. Ragazzi e ragazze diversi da chi e da cosa? Questa è la questione: dove la scuola fallisce se non nell'incapacità di insegnare ai suoi alunni l'accettazione degli altri? Dal cyberbullismo al pestaggio, gli autori di questi atti non sono forse meno deboli delle loro stesse vittime. Ma quello che manca è forse la capacità da parte delle istituzioni scolastiche stesse, di far comprendere questo banale fatto, in primis, agli stessi ragazzi e ragazze vittime dei soprusi.

In merito a tale annosa questione, così come riferito dall'Arena, è intervenuta la coordinatrice pedagogica ed autrice di numerose pubblicazioni, Maurizia Butturini: "Il fenomeno è diffuso e forte, c’è scarsissima collaborazione tra famiglia e scuola e i figli sono difesi ad oltranza dai genitori, che coprono tutto quello che fanno. Vi sono progetti ministeriali, che spesso non vengono seguiti dalle scuole già oberate da pesanti programmi. La scuola dovrebbe educare alla cittadinanza, favorire la cooperazione e la socializzazione tra alunni. Questo invece non viene fatto. Si esalta l’individualismo, ogni alunno fa i compiti da solo e viene valutato singolarmente. I bulli sono bambini con problemi, non valorizzati, che cercano di valorizzarsi da soli prevaricando gli altri, quindi hanno bisogno di aiuto e cure". 

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