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Pestaggio ai Ronchi: "Ho paura di ritorsioni, non sono tranquillo e la mia vita è cambiata"

Avvenuto lo scorso 8 luglio, entra ora nel vivo il processo sull'episodio di assurda violenza che l'anno passato si è veirificato nel comune di Castelnuovo del Garda e che vede quattro persone sul banco degli imputati

L'episodio si verificò l'8 luglio scorso in località Ronchi, a Castelnuovo del Garda. Prima una violenta discussione tra due persone, poi un pestaggio di ferocia inaudita e ora il processo. 

Alberto Recchia e Edoardo Coltro, due dei quattro imputati difesi rispettivamente da De Zuani-Meduri e Bacciga, hanno affrontato ieri il dibattimento davanti al giudice Raffaella Ferraro. Hanno desposto anche diversi testimoni che hanno assistito prima alla rissa tra la vittima e Iacopo Gregorio Magagna, e poi alla vendetta del gruppo. Calci, pugni e cinghiate che gli procurarono diverse ferite alla testa e la frattura del naso. 

Anche la vittima, difesa da Emanuela Pasetto, è stata chiamata a deporre e ha spiegato come il terrore che prova per aver denunciato i propri aggrssori, lo abbia costretto a cambiare radicalmente la propria vita sociale. "Ho paura di ritorsioni, non sono tranquillo e la mia vita è cambiata. Non frequento più i bar di una volta, mi sento minacciato". Proprio queste continue pressioni che sente addosso, lo avrebbero indotto ad affermare su Facebook, in una discussione con la ragazza di uno degli arrestati, di aver fatto solo il nome di Magagna mentre gli altri "Non c´entravano niente, li ha tirati dentro la polizia". 

"Si, ho detto così, ma era un modo per salvarmi, per non prendermi tutte le responsabilità. Avevo timore". Ha affermato la vittima, che è stata spronata dal pm Elisabetta Labate "Deve lasciare da parte la paura. Coltri e Recchia c´erano o no?". 

"Recchia l´avevo visto, su Coltri sono meno sicuro, ero meno sicuro anche prima, di Boldo sono sicuro perchè aveva la cinghia".

Il procedimento andrà avanti il prossimo mese, nel tentativo di far luce sull'ennesimo caso di violenza. 

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