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Infermiera somministra morfina a un neonato. Si cercano altri casi sospetti

Proseguono gli approfondimenti sulla vicenda che vede al centro Federica Vecchini, la donna accusata di aver dato morfina a un bimbo causandogli una crisi respiratoria

Proseguono gli accertamenti sul caso di Federica Vecchini, l'infermiera agli arresti domiciliari con l'accusa di lesioni gravissime e cessione di sostanze stupefacenti. La donna avrebbe somministrato morfina a un neonato causandogli una crisi respiratoria lo scorso mese di marzo. Dopo le indagini interne dell'azienda ospedaliera di Verona e della polizia l'infermiera è stata arrestata e dopo essere stata rinchiusa a Montorio è stata scarcerata.

I nuovi approfondimenti sono stati richiesti dal pm e Manuela Trevisani li ha riportati su L'Arena. È stata chiesta una consulenza per chiarire gli effetti della morfine sul corpo di un neonato e soprattutto i tempi di reazione. Un elemento, infatti, su cui si basa la difesa dell'infermiera è il fatto che tra l'ultimo contatto tra Federica Vecchini e il neonato e la crisi respiratoria di quest'ultimo è trascorso troppo tempo. A questi accertamenti si aggiungono quelli sulle cartelle cliniche di altri bambini, per sapere se ci possono essere stati altri casi sospetti.

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