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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Per non dimenticare la Liberazione

Un omaggio essenziale per ricordare i valori morali della democrazia

Nell’ambito degli appuntamenti istituzionali, come Presidente del Consiglio comunale e in rappresentanza dell’Amministrazione, ho avuto l’onore di presenziare alle celebrazioni della Festa della Liberazione, nelle cerimonie alle Officine di Porta Vescovo e al palazzo della Gran Guardia. Mi limiterò ad alcune riflessioni su questa importante ricorrenza. Sessantacinque anni separano la fine della seconda Guerra mondiale da una data, il 25 aprile 1945, che ha segnato per il nostro Paese l’inizio della libertà e della democrazia.

Un anniversario importante che deve far riflettere tutti i cittadini sui valori fondanti della nostra Patria e sugli ideali condivisi da tutto un popolo, riconciliato nel nome della libertà. Valori che le nuove generazioni devono conoscere ed imparare a perseguire con impegno, con la stessa convinzione che allora portò alla conquista di quei principi fondamentali che sono alla base dell’odierno Stato democratico. Ecco perché ritengo doveroso rivolgere un caloroso ringraziamento a chi è stato protagonista di quei drammatici avvenimenti ed ha trascorso gli anni successivi della propria vita a testimoniare e trasmettere i suoi ricordi alla città. Rammarica il fatto che, purtroppo, non tutti condividano e comprendano l’alto valore morale di questo giorno. Mi riferisco ai gravi episodi avvenuti nei giorni scorsi: la comparsa, in alcune zone della città, di scritte contro il 25 aprile. A nome del Consiglio comunale desidero esprimere la più ferma condanna per questi gesti ignobili, che ripropongono, oggi, le divisioni di allora e che disonorano il ricordo di quanti hanno pagato con la propria vita per dare a noi pace e libertà. In questo senso, il ricordo si allarga e traduce in un commosso omaggio a quanti – in Italia come in Europa, e in ogni altro continente e nazione – si sono sacrificati e si sacrificano in nome delle stesse idealità. Vorrei ora soffermarmi sulla celebrazione svoltasi allo stabilimento Trenitalia di Porta Vescovo, promossa dalle Rappresentanze sindacali unitarie dei lavoratori delle Officine, nella quale storia e attualità si sono fuse in un momento di ricordo e speranza.

Il ricordo dei ferrovieri che si sacrificarono per la liberazione, e del drammatico bombardamento che, il 28 marzo 1944, colpì in modo particolare Porto San Pancrazio , è stato accompagnato dalla manifestazione, silenziosa, degli operai delle Officine contro i piani di ridimensionamento dello stabilimento. Proprio nel tentativo comune di salvaguardia dell’occupazione nell’impianto, è maturato, e si è rafforzato, il rapporto tra il Consiglio comunale e i rappresentanti dei lavoratori delle Officine. Colgo l’occasione per rinnovare il sostegno alla loro protesta, sottolineando l’importanza dell’Officina di Porta Vescovo quale unità storica delle ferrovie, che ha fortemente segnato il contesto urbano, economico e civile della nostra città.

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