Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Verona. Escalation: convincono le pene alternative per chi guida ubriaco o sotto l'effetto di stupefacenti

Nell'arco di un solo anno questo tipo di provvedimenti applicate agli automobilisti sono passate da 481 a 795. Scegliere i lavori socialmente utili si rivela una scelta vantaggiosa anche perché comporta la cancellazione della sanzione

La percentuale di persone che hanno svolto lavori di pubblica utilità in seguito a sanzioni per guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o in stato di ebbrezza è cresciuta del 62% in un solo anno. Le sentenze del gup che danno la possibilità a chi viene trovato ubriaco al volante di scontare il debito con la giustizia svolgendo lavori socialmente utili sono, infatti, aumentate da 481 a 795. Si tratta di dati quanto mai esemplificativi. Tramite l'attività di volontariato si arriva all'estinzione del reato e, dunque, non risulta più necessario pagare la sanzione pecuniaria: un'alternativa vantaggiosa per chi commette il reato.

Tra le novità legislative, come riporta "L'Arena",  c'è anche l'istituto della messa in prova che riguarda solo in parte i reati contro il codice della strada. Nella normativa, infatti, si parla genericamente di poter applicare questa norma solo per reati che prevedono pene fino a quattro anni. Questo istituto risulta, in realtà, diverso rispetto a quello previsto dal codice di procedura penale perchè viene disposto in fase processuale e, dunque, prima della lettura della sentenza. Quindi anche in questa circostanza chi viene trovato alla guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti può optare per lo svolgimento di un servizio di pubblica utilità ed evitare la condanna.

La Ronda è una delle associazioni coinvolte in questo progetto. Come riporta "L'Arena", aiuta non solo le persone senza fissa dimora, ma anche chi è finito nei guai per essersi messo alla guida dopo aver bevuto un bicchiere di troppo. Rino Allegro, sempre dalle pagine de "L'Arena", ricorda come il fattore che per lui risulta più preoccupante è il fatto che la fascia di età più colpita da questa tipologia di provvedimenti è quella tra i 20 e i 40 anni. Non mancano donne (anche se, è da dire, la percentuale è decisamente inferiore, intorno al 10%) e stranieri. 


 

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