Pedoni vulnerabili in strada: «Stragi annunciate dalla carenza di cultura e manutenzione»

«Queste stragi, che riguardano anche ciclisti, non sono tragiche fatalità ma delle certezze ignorate», affermano Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani, del gruppo consiliare del Partito Democratico di Verona

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Le stragi di pedoni di cui parlano l’ultimo rapporto dell’Asaps (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale) e le cronache di “asfalto insanguinato” degli ultimi mesi, sono tutte stragi annunciate. Annunciate dalla mancanza di cultura e di rispetto per gli altri che regnano in strada; dalla scarsa manutenzione degli attraversamenti pedonali (dove secondo Asaps avvengono il 50% delle morti); dalla carenza o dalla inefficacia di zone 30 a protezione degli utenti deboli; dalla carenza di misure di moderazione del traffico. Queste stragi, che riguardano anche ciclisti, non sono tragiche fatalità ma delle certezze ignorate perché è ormai noto che a velocità superiori ai 30km/h la probabilità di esito mortale in caso di impatto tra un’auto e un utente debole della strada aumenta esponenzialmente. Se ai 30 km/h la probabilità di esito mortale è inferiore al 10%, essa sale al 50% ai 50 km/h e al 90% ai 70 km/h.

È il gruppo consiliare del Partito Democratico di Verona, composto da Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani, a commentare i dati sulla sicurezza stradale.

La manovra emendativa sul bilancio di previsione che verrà presentato a febbraio vedrà il nostro gruppo tornare ad insistere sul tema della sicurezza stradale, tragicamente sottovalutato da questa amministrazione tutta impegnata in scenografici ma perfettamente inutili blitz contro i senzatetto. Occorre concentrare risorse per il rinnovamento della segnaletica stradale, spesso sbiadita proprio in corrispondenza degli attraversamenti pedonali che devono essere anche sempre ben illuminati; per la sistemazione dei marciapiedi, per la realizzazione di interventi di moderazione del traffico nei punti più critici nonché per una diffusa campagna di sensibilizzazione che istruisca la popolazione sulle conseguenze mortali dell’alta velocità in centro urbano e della distrazione alla guida.

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Per istruire queste pratiche e i relativi progetti non occorre attendere il bel tempo (come continuano a ripeterci) e nemmeno il Pums: occorre che questa amministrazione prenda coscienza della situazione di disordine e di pericolo che regna in città e che agisca di conseguenza, senza rimandare continuamente gli interventi. Dal canto nostro, raccoglieremo dalle Circoscrizioni le proposte per l’istituzione di nuove zone 30 e delle necessarie contromisure per renderle effettive e rispettate.

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