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L'ospedale di Negrar da sostegno psicologico ai familiari di pazienti in fase terminale

Un workshop esperienziale con la professoressa Lea Baider, si terrà mercoledì 13 maggio dalle 9.30 al Centro di formazione del Sacro Cuore, dove verranno affrontati i più comuni problemi emotivi che emergono in queste situazioni

Paura per l’imminente perdita del proprio caro; difficoltà a comunicare la diagnosi infausta ai familiari soprattutto se bambini e adolescenti; forte disagio nell’affrontare la sofferenza che molte volte si trasforma in rabbia verso la malattia “colpevole” di distruggere ogni progetto e di imporre cambiamenti di vita.

Sono questi i più comuni problemi emotivi che emergono dai familiari di persone giunte alla fine della propria vita, perché assistere e sostenere il proprio caro quotidianamente per accompagnarlo alla morte rappresenta una dura prova per la famiglia sconvolta nel suo assetto e sommersa da nuovi bisogni.

Dell’importanza dell’assistenza psicologica ai familiari che poi si trasforma in beneficio per il malato, si parlerà mercoledì 13 maggio al Centro di formazione dell’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar in un workshop esperienziale, promosso dal Servizio di Psicologia Clinica, coordinato dal dottor Giuseppe Deledda, rivolto a psicologi e medici chirurghi.

La giornata di studio vedrà la prestigiosa presenza di Lea Baider, docente di Psicologia medica e direttore dell’Unità di Psiconcologia dell’Istituto di Oncologia e Radioterapia dell’Hadassah University Hospital di Gerusalemme. Past-president dell’International Psico-Oncology Society (IPOS), dal 2000 è responsabile del Comitato per la formazione della stessa Società. Autrice di numerose pubblicazioni scientifiche, la professoressa Baider ha ricevuto diversi riconoscimenti tra cui l’Arhur Sutherland Memorial Award in Psycho-Oncology dedicato a personalità di spicco nell’ambito psiconcologico.

Dopo i saluti del presidente dell’ospedale, fratel Carlo Toninello, l’introduzione ai lavori sarà affidata al direttore dell’Oncologia Medica, dottoressa Stefania Gori, e a Rino Davoli, presidente dell’associazione “Il sorriso di Beatrice”, impegnata in progetti a favore dei malati oncologici e dei loro familiari, che ha supportato l’evento.

Le sessioni del mattino e del pomeriggio avranno una parte teorica e soprattutto pratica di esercizi esperienziali e di role-play in cui i partecipanti potranno assumere il ruolo del familiare e del terapista presentando i casi clinici.

Il Servizio di Psicologia Clinica è attivo dal febbraio del 2013. Ha svolto 1.800 consulenze e si avvale della collaborazione, coordinata dal dottor Giuseppe Deledda, della dottoressa Sara Poli e del dottor Matteo Giansante, psicologi e psicoterapeuti esperti nell’ambito della psicologia oncologica e ospedaliera.
Oltre ad essere di supporto a tutti i reparti dell’ospedale per quei pazienti che manifestano un disagio psicologico durante tutto il percorso di cura (nel 2014 sono state effettuate 717 consulenze), il Servizio di Psicologia Clinica svolge attività ambulatoriale rivolta ai malati affetti da patologia oncologica (ai quali è stato dedicato un ambulatorio anche di tipo psiconutrizionale in collaborazione con una dietista), e affetti da tumori Neuroendocrini del pancreas, del tratto gastroenterico e del polmone (Ambulatorio multidisciplinare N.E.T.) e rivolta ai pazienti del Centro per la Fertilità di coppia. Nel 2014 i colloqui di supporto e psicoterapia in regime ambulatoriale sono stati 1.076, prevalentemente con pazienti oncologici. È stata dedicata inoltre un’attenzione particolare ai familiari dei pazienti oncologici, ai quali nel 2014 sono stati offerti 90 colloqui di supporto psicologico.

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