Domenica, 17 Ottobre 2021
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"Parentoli Bis", quindici indagati tra Comune e Veronafiere vanno a processo

Al termine dell'udienza preliminare che si è tenuta mercoledì, il giudice ha deciso di accogliere le richieste del Pm e di rinviare a giudizio tutte le persone coinvolte nell'inchiesta

Si è conclusa dopo diverse ore, alle 18.30 di mercoledì, l'udienza preliminare presieduta dal giudice Guido Taramelli sulla vicenda definita "Parentopoli bis", che ha visto il rinvio a giudizio dei 15 indagati, tra i quali figurano membri del Comune di Verona e di Veronafiere. 
Come spiega il giornale L'Arena, si presenteranno in aula, il 19 febbraio 2016, il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani, l’ex presidente Ettore Riello, il direttore commerciale Diego Valsecchi. Per quanto riguarda il comune di Verona invece gli indagati sono: l’assessore alle Aziende e agli Enti partecipati Enrico Toffali e sua figlia Carlotta, il vicedirettore generale e il figlio, i dipendenti comunali Lucio Guerra, Giovanni Zonaro, Ivan Dindo, Jessica Mori, Oscar Scattolo, Elisabetta Ledri e Sabrina Nicolini.

Stando a quanto riportato sul quotidiano veronese, i filoni dell'inchiesta sarebbero tre. Il primo di questi tocca i dirigenti di Veronafiere e riguarda le assunzioni della figlia dell'assessore Toffali e del figlio vicedirettore (ecco perché "parentopoli"): i sette indagati dovranno difendersi dall'accusa di abuso d'ufficio. Parte dell'inchiesta coinvolge però solo Mantovani e lo stesso vicedirettore, che dovranno rispondere anche di corruzione: per il pm infatti il dg avrebbe sollecitato lo svolgimento di una pratica in cambio dell’assunzione del figlio del dirigente comunale. Il giovane alla fine entrò comunque in Fiera ma gli interventi chiesti non presero mai vita. 
Sempre il vicedirettore è coinvolto, insieme agli otto dipendenti comunali, nell'ultimo filone dell'inchiesta, quello che li vede accusati di truffa aggravata. Per la procura infatti, una cinquantina di incarichi che non avevano niente a che fare con le loro mansioni, vennero affidati ai dipendenti ed eseguiti durante l'orario di lavoro con il permesso dello stesso dirigente. 

Il rinvio a giudizio per gli imputati venne chiesto nel mese di luglio dal Pm Ardito e quella di mercoledì è stata la giornata delle difese. I legali, racconta L'Arena, hanno respinto le accuse mosse ai loro clienti: in particolar modo, i difensori dei dirigenti di Veronafiere hanno puntato sulla natura privata dell'ente, il quale nonostante veda la partecipazione del Comune si comporterebbe come un soggetto privato, non essendo sottoposto ai vincoli degli enti pubblici. 
Il giudice però, dopo aver ascoltato le varie motivazioni, ha comunque deciso di rinviare a giudizio gli imputati.

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