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Parco Natura Viva, 2 pulcini per le gru della Manciuria: sono sopravvissuti

Lontani dagli occhi del pubblico e dello staff, i due piccoli sono nati nei giorni scorsi: è molto raro per questa specie che entrambi i piccoli sopravvivano

Sono nati al di là del ruscello, in un nido seminascosto e vicino ad una preziosa fonte d’acqua. Non è raro che una coppia di gru della Manciuria deponga due uova, rarissimo che sopravvivano entrambi i pulcini: eppure al Parco Natura Viva si sono schiusi tutti e due i gusci, l’uno tre giorni dopo l’altro, lontani dalla vista del pubblico e dello staff. L’unica cosa di cui il veterinario del Parco è certo, è che i genitori abbiano atteso di vedere anche l’ultimo nato reggersi per bene sulle zampe prima di accompagnarli oltre il corso d’acqua. Oggi i due fratellini della seconda gru più minacciata al mondo hanno appena un mese e si tengono al riparo delle lunghe zampe dei genitori, al confronto delle quali sembra impossibile immaginare che prima o poi raggiungeranno anch’essi il metro e sessanta di altezza.

Parco Natura Viva: due piccoli per le gru della Manciuria

«Non ci aspettavamo “il bis” - spiega Camillo Sandri, direttore tecnico-veterinario del Parco Natura Viva di Bussolengo - ma siamo di fronte ad una coppia di genitori molto affiatata, che ha avuto la possibilità di scegliersi e che rimarrà insieme per tutta la vita: così, tutto diventa possibile». Anche sostenere la doppia fatica che li accompagnerà almeno per tutto il primo anno di vita dei fratelli gru: ricerca di cibo moltiplicata per due, allerta contro i pericoli raddoppiata, tempo per riposarsi inesistente. «Ma abbiamo registrato che gli adulti si stiano dividendo i compiti: mentre in natura la mamma si occupa di sfamare i piccoli e il papà di difendere la famiglia - prosegue Sandri - qui ognuno dei genitori provvede ad un piccolo, dal quale è seguito meticolosamente: nel laghetto a caccia di pesce o sull’erba a caccia di insetti, il cibo è rigorosamente sfilato dal becco di mamma o papà». Niente a che vedere con quello che è costretta a vivere questa specie in natura: minacciata di estinzione, sta vedendo scomparire le zone umide in cui vive a causa della conversione dei suoli in terreni agricoli e allo sviluppo industriale, mentre la proliferazione delle dighe elimina i siti di nidificazione o ne riduce il livello dell’acqua, consentendo l’accesso ai nidi da parte dei predatori.

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