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Parco della Lessina, via alla ridefinizione dei confini: "La parola ai sindaci"

Il consiglio regionale ha approvato l'emendamento presentato dal consigliere Stefano Valdegamberi: "Sono loro i soggetti più legittimati a decidere poiché essi amministrano su mandato dei cittadini che vivono nei comuni del Parco"

Il consiglio regionale, in occasione del collegato alla finanziaria, ha approvato l'emendamento presentato dal consigliere Stefano Valdegamberi, accompagnato dalle firme dei veronesi Montagnoli, Giorgetti, Coletto e Bassi, che comporta sostanziali modifiche al Parco della Lessinia. Viene stabilito che la Regione, d'intesa con l’ente Parco ed i comuni interessati, entro 90 giorni, dovrà individuare i nuovi confini del Parco, all'interno del perimetro attuale. Saranno introdotte le aree pre-parco o contigue, come prevede la legge quadro nazionale, in detrazione dalle attuali aree parco.

Vogliamo ridare voce ai sindaci sulle scelte per il loro territorio - ha detto il consigliere regionale per Lista Zaia -. Sono loro i soggetti più legittimati a decidere poiché essi amministrano su mandato dei cittadini che vivono nei comuni del Parco. Nel passato alcune scelte furono calate dall’alto, senza la condivisione con i proprietari dei terreni. Oggi hanno la possibilità di fare una verifica generale sulla bontà di quelle decisioni: di confermarle o di modificarle. Non vogliamo un Parco figlio della burocrazia che invece di salvaguardare l'ambiente porta all'abbandono delle attività tradizionali, come la pastorizia e l’allevamento. Se non si mette mano alla normativa, cosa che la Regione sta facendo, rischiamo di vedere morire un territorio, plasmato nei millenni dall’azione dell’uomo, che oggi rischia di rinselvatichire e di perdere la bellezza che lo contraddistingue. Riconosciamo che il primo protagonista del parco ed operatore ecologico per eccellenza è l’allevatore che quotidianamente vive a stretto contatto con esso. Vanno pertanto rimossi gli onerosi ed ingiustificati balzelli burocratici che rendono sempre più difficile ed oneroso il suo lavoro quotidiano. La Lessinia deve essere un parco vivo, con le malghe attive e le vacche al pascolo, non una landa selvatica dove fanno da padroni scorribande di lupi, fuori da ogni controllo.

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