Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Centro storico / Via Sole

Parchi pubblici, tra esempi virtuosi e degrado, manca una vera progettualità

Nell'ambito dei beni culturali, ma anche di quelli naturali, bisognerebbe sempre far riferimento ad una semplice distinzione, quella tra "conservazione" e "valorizzazione". La seconda non è meno necessaria della prima, soltanto è più difficile da realizzare

I parchi cittadini a Verona non si può certo dire che manchino, anzi, le aree verdi sono numerose e spesso anche molto ampie. Tutt'altro discorso riguarda invece la loro effettiva valorizzazione. Alla fortuna di aver conservato, spesso per ragioni storiche, grandi porzioni di verde in città, non corrisponde purtroppo sempre la possibilità di poterne usufruire debitamente.

Ecco allora che se da un lato ritroviamo i virtuosi Parco San Giacomo, così come il parco di San Michele Extra sempre molto frequentato, o ancora i giardini dell'ex Arsenale di Verona, quelli di circonvallazione Raggio di Sole e il parco giochi Corte del Duca, d'altro canto vi sono esempi viziosi che non possono non provocare un po' di dispiacere.

Le Colombare non spiccano ultimamente per manutenzione, ma il vero nodo problematico lo si ritrova spesso nei parchi di periferia, ad esempio a Santa Lucia, alle Golosine o in Borgo Roma. Spesso qui il problema non è solo una scarsa cura degli spazi, ma anche le frequentazioni poco rassicuranti. Ecco allora che luoghi di divertimento adatti a famiglie e bambini, si trasformano ben presto in aree di bivacco per sbandati e, quando va proprio male, spacciatori e gente ubriaca.

Un conto poi è parlare di conservazione e manutenzione, cosa più che legittima e doverosa, là dove mancano è oltremodo giusto segnalarne la necessità, altra questione però è "valorizzare" tutti questi luoghi al fine di renderli dei veri "servizi" per i cittadini e i turisti. Prendiamo l'esempio del Parco delle mura e dei forti, è semplicemente vergognoso il fatto che un simile patrimonio sia così poco frequentato, o lo sia solo saltuariamente. Qualcosa è stato fatto, pensiamo all'inaugurazione a Porta Vescovo, ma sono tante le iniziative che potrebbero essere realizzate in simili luoghi specie con l'arrivo della bella stagione.

In merito a queste questioni, si sono espressi in questi giorni anche i consiglieri comunali del Pd Bertucco e La Paglia, da tempo particolarmente sensibili a tali problematiche: "L’assenza di progettualità sul patrimonio naturalistico e storico architettonico non rappresenta una semplice occasione mancata ma una perdita secca per la città che in questo modo assiste impotente al lento degrado di ciò che l’ha resa famosa e che le ha valso il titolo di patrimonio dell’umanità Unesco. Se ancora ad oggi mancano i piani di gestione del Parco delle mura e dei forti, del Parco dell’Adige e del Parco delle Colline la ragione è da ricercare nella refrattarietà dell’amministrazione comunale alle regole e nella convinzione, sbagliatissima, che il territorio possa essere gestito alla bisogna, anche per far cassa. I 10 chilometri di mura attorno richiedono una decisione del pubblico, in sinergia con il privato, circa il loro utilizzo".

Molto critico a proposito della gestione delle aree verdi e dei parchi pubblici di Verona è apparso anche Michele Croce, leader di Verona Pulita, il quale così si è espresso in una breve nota divulgata nei giorni scorsi: "Le foto copertina dei nostri politici locali sorridenti davanti al giardino pubblico di turno pulito alla bisogna non ingannano più nessuno. Proprio domenica ero alle Colombare coi miei bimbi: abbandono totale. Ieri sera con i cittadini del Chievo abbiamo discusso del parco di Villa Pullè: scempio. E sono solo due esempi delle tante situazioni di degrado. È vero ci sono situazioni di eccellenza come il Parco di San Giacomo. Proprio questa disparità di trattamento, queste situazioni opposte ci evidenziano come manchi un'amministrazione capace, competente, che programmi e gestisca razionalmente. Noi crediamo che servano amministratori che si prendano a cuore i problemi e li risolvano uno ad uno, non showman improvvisati né interventi una tantum".

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