Amia, protezione civile, militari e "Angeli del bello" in azione per ripristinare i parchi gioco

«Ci troviamo ad affrontare un’ampia situazione di devastazione», ha detto l’Ass. Padovani

Nubifragio - ripristino parchi gioco a Verona

Grandi piante sradicate dal terreno cadute rovinosamente su scivoli, giostre ed altalene. Rami spezzati e caduti atterra su una distesa di foglie strappate dalla furia del vento. Si presentava così il parco giochi di via Ponte Catena, scelto dall'Amministrazione come simbolo della devastazione lasciata negli spazi verdi dal passaggio del violento nubifragio di domenica. Sull'area, che rientra fra i 140 parchi gioco e zone verdi pubbliche temporaneamente chiusi per consentirne la rimessa in sicurezza e completo riordino, è intervenuta una squadra composta sia dai militari, messi a disposizione dal Comando delle Forze Operative Terrestri e Comando Operativo Esercito – COMFOTER di Verona, sia da operatori Amia.

La complessa macchina del riordino, attivatasi immediatamente con attività in tutto il territorio del Comune, è all’opera da domenica pomeriggio anche per il ripristino e riapertura delle aree verdi pubbliche e dei parchi gioco. Di quest’ultimi, soprattutto nell’area nord della città, più colpita dalla tempesta, sono decine quelli rimasti gravemente danneggiati e che, ora, richiedono un’importante opera di riqualifica. In azione, su diversi punti della città, un nucleo operativo importante che, oltre agli operatori Amia, i volontari Protezione civile e tre squadre del Comune, vede coinvolti i militari del COMFOTER specializzati nel taglio degli alberi, i militari della Caserma Ederle di Vicenza destinati allo spazzamento delle strade e i volontari degli Angeli del Bello, già da oggi operativi nella sistemazione delle zone più colpite.

Ad illustrare le tempistiche e il programma degli interventi l’assessore alle Strade a Giardini che, insieme al presidente Amia Bruno Tacchella, è stato in sopralluogo al parco giochi di via Ponte Catena. Presente anche il vicepresidente Amia Alberto Paovani. «Ci troviamo ad affrontare un’ampia situazione di devastazione – sottolinea l’assessore Marco Padovani –, che ha duramente colpito il patrimonio arboreo cittadino, su cui la furia del vento si è abbattuta con particolare gravità, generando un’importante caduta di alberi d’alto fusto in molte aree della città. La prima stima data di 500 piante cadute temo sarà ampiamente superata. Le segnalazioni pervenute dai privati e la situazioni che, da domenica, ci troviamo di ora in ora ad affrontare, ci mostrano danni sempre più ingenti e rilevanti, sia su beni pubblici che privati. L’ordinanza sindacale, che inibisce l’accesso ai parchi fino al 27 compreso, non sarà sufficiente a garantirne la conclusione di tutti gli interventi e la piena riapertura delle aree pubbliche. Stiamo lavorando h24, con tutte le risorse possibili. Da giovedì saranno riaperti tutti i parchi dell’area sud di Verona, meno colpiti dal fortunale. Per gli altri sono necessari lavori di sistemazione più ampli, con qualche giorno di chiusura in più. Comprendo che questa situazione rappresenta un nuovo disagio per la cittadinanza, ma mi auguro si capisca la totale volontà dell’Amministrazione di agire al meglio e il prima possibile per la risoluzione dei tanti problemi generati da quest’ultima tempesta».

«Abbiamo potenziato il personale con appositi turni straordinari di 12 ore giornaliere e destinato mezzi e macchinari normalmente utilizzati in altre attività per fronteggiare questa gravissima situazione – ha commentato il presidente Tacchella –. Inoltre abbiamo stipulato dei contratti con 5 cooperative del settore che già da anni collaborano con noi nella gestione e cura del verde che, con l’ausilio di una cinquantina di addetti, affiancheranno i nostri operatori nella pulizia straordinaria del fogliame, nella rimozione di alberi e rami caduti ed in attività di monitoraggio e controllo di tronchi instabili e potenzialmente pericolosi. Nei prossimi giorni, grazie alla disponibilità di Mariagrazia Bregoli, direttrice della Casa Circondariale di Montorio, una decina di detenuti, già appositamente formati ed in grado di utilizzare motoseghe e altri strumenti operativi, daranno il loro contributo in questa difficile sfida che ci attende. Inevitabilmente, visto la gravità della situazione ed in considerazione della vastità del territorio che andrà “risanato”, potranno verificarsi ritardi nello svolgimento delle normali attività di raccolta dei rifiuti, in particolar modo di quelli ingombranti. La zona che maggiormente ha subito cedimenti di alberi è stata quella del nordest cittadino».

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