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Piano parcheggi a Verona: gli stalli blu valgono 10 milioni di euro l'anno

L'alternanza tra parcheggi a pagamento e stalli liberi non è obbligatoria in tutte le zone della città. A Verona l'area dove la sosta si paga corrisponde all'intera Prima Circoscrizione

Il tema dei parcheggi e delle relative sanzioni agli automobilisti non può che essere sentito vivamente da tutti i Veronesi e non solo. È ben nota a chiunque la difficoltà con la quale sia possibile trovare in determinate zone anche un solo stallo gratuito e spesso ci si domanda se questo sia giusto, talvolta persino se sia legale. Ebbene la risposta alla prima domanda spetta al singolo cittadino, quella alla seconda ci è fornita dalle normative e la Legge vigente dice che è "legale" per l'appunto.

La famigerata alternanza tra stali blu e bianchi, da garantire secondo quanto prescritto dal Codice della Strada, prevede infatti la possibilità per le Amministrazioni locali di sfruttare una speciale deroga per quanto riguarda i centri storici, le zone a traffico limitato e tutte quelle aree definite dagli stessi Comuni particolarmente "rilevanti" sul piano urbanistico. Che la norma esista e possa essere sfruttata, ebbene ciò non obbliga nessuno a sfruttarla, di conseguenza il problema della gestione dei parcheggi che sul suolo urbano e i relativi risvolti economici per le famiglie che ne conseguono, sono da considerarsi come una "questione politica" a tutti gli effetti.

Ogni anno a Verona, stando a quanto riferisce il quotidiano L'Arena, i parchimetri incamerano monetine per 10 milioni di euro, una somma cospicua che in larga parte va ad Amt, mentre circa 4.5 milioni finiscono nelle casse del Comune. A queste cifre poi si aggiungono i soldi ricavati dalle sanzioni che vanno sempre a Palazzo Barbieri.

Alla luce della norma deroga sopra esposta, a Verona l'intera area dove "legittimamente" non viene applicata l'alternanza tra stalli blu e bianchi, si estende su tutto il territorio della Prima Circoscrizione, vale a dire dal centro storico vero e proprio fino a San Zeno, Veronetta, Cittadella e in sostanza tutta l'area compresa all'interno del perimetro dei Bastioni austriaci. Che questo sia "legale" dal punto di vista tecnico è indiscutibile, che tutto ciò sia "giusto" è altrettanto legittimo che ciascun elettore lo valuti singolarmente.

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