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Cronaca

Palazzo Barbieri si ribella ai tagli della politica

Fronte compatto tra maggioranza e opposizione: "Si colpisce chi pi presente sul territorio"

Torna la politica fatta con “passione”. O forse no. Dal 2006 il taglio agli stipendi dei consiglieri comunali è stato del 60%. Pesantissimi anche i tagli alle circoscrizioni. E il mondo politico veronese insorge.

“È sempre il solito discorso: si colpiscono i settori più bassi, anche nella politica, ma a Roma tagli non se ne sono visti –polemizza Fabio Segattini del Pd- Le alte sfere dichiarano di voler attuare tagli, ma è una presa in giro nei confronti di Paese, è solo una manovra per gettare fumo negli occhi. E chi ha le mani in pasta si salva sempre: chi ha la possibilità se ne va dal consiglio comunale, come ha fatto l’allora vicesindaco Meocci“.

Concorde è anche il collega di partito Giancarlo Montagnoli: “Non c’è stata la volontà di fare un taglio concreto, ma quello che sconcerta è la situazione dei consiglieri di circoscrizione che è ancora più grave. Loro, che sono i più vicini alla gente, sono stati messi in ginocchio dalle manovre guasconesche del governo. Da notare che non si taglia mai dove ci sono risorse sovrabbondanti, anche il famoso taglio del 5% di Calderoli sarebbe stato ben poca cosa”.

Dure parole di critica arrivano anche dalla maggioranza di Palazzo Barbieri: “Sarebbe stato più giusto ed equo un taglio percentuale per tutti gli stipendi della politica –dice Salvatore Papadia del Pdl- Qui si tratta di sminuire totalmente il lavoro di chi è più presente sul territorio”. A tentare di smorzare i toni ci pensa il presidente del consiglio comunale, Pieralfonso Fratta Pasini: “Certo, mal di pancia per questi tagli li sentiamo tutti. Ma al di là delle polemiche personali l’abolizione del gettone vuol dire dare maggior riconoscimento al lavoro del consigliere: gli viene riconosciuta una funzione di ruolo che va oltre la singola seduta. Come consiglio comunale di Verona ci teniamo a fare la nostra parte per quanto riguarda la cosa pubblica, anche se per il bene del sistema a rimetterci siamo noi in prima persona. Ci teniamo di più alla valorizzazione del nostro ruolo piuttosto che al compenso”.

La manovra Tremonti comporta l’abolizione del gettone presenze, portanto l’indennità dei consiglieri comunali ad un tetto massimo di 1156 euro. L’indennità dei consiglieri si calcola in proporzione di quella del sindaco: deve essere infatti un quinto di quella del primo cittadino. È previsto un nuovo decreto per abbassare del 10% gli indennizzi dei sindaci, ma questo si tradurrà in ulteriori tagli per i consiglieri, che vedranno il loro “stipendio” scendere a 1141 euro.

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