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Nuova sede per il reparto di Emodinamica al Sacro Cuore di Negrar

Il nuovo servizio, allestito nello stesso piano del reparto di Cardiologia, potrà contare su macchinari e tecnologie d'avanguardia

In occasione della festa patronale, venerdì 15 giugno alle 11 sarà inaugurata la nuova sede del Servizio di Emodinamica dell’ospedale Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar, diretto dal professor Enrico Barbieri, primario del reparto di Cardiologia. All’evento saranno presenti l’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, i sindaci di Verona, Flavio Tosi, e di Negrar, Giorgio Dal Negro. Dopo la benedizione inaugurale impartita dal superiore generale della Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, padre Miguel Tofful, il vescovo Giuseppe Zenti presiederà la messa nella cappella del nosocomio.

Nonostante il momento economicamente difficile anche per il privato accreditato e classificato qual è l’ospedale di Negrar, il nosocomio dell’Opera Don Calabria – che nel 2011 ha registrato un’attrazione extraregionale del 24% (ogni 100 ricoveri 24 provengono da fuori Veneto) – aggiunge un ulteriore tassello alla sua offerta sanitaria di eccellenza, in particolare in un ambito che interessa una grande fetta di popolazione, come quello delle malattie cardiovascolari. Con la nuova Sede e l’adozione di tecnologie di ultima generazione, il Servizio di Emodinamica si prepara ad estendere la sua attività h24.

La nuova sede del Servizio di Emodinamica si trova al secondo piano dell’ospedale “Sacro Cuore” (ingresso B), lo stesso del reparto di Cardiologia, ed è stata allestita con un angiografo di ultima generazione. Si tratta di una macchina per la diagnosi e la terapia della cardiopatia ischemica (malattia che causa il restringimento fino all’ostruzione dei vasi coronarici che portano sangue al cuore) che in Italia ha un’incidenza all’anno di 220 nuovi casi ogni 100mila abitanti per i maschi e di 93 ogni 100mila abitanti per le donne. La manifestazione più importante di questa patologia è l’infarto acuto del miocardio, di cui in Italia si registrano 120mila nuovi casi all’anno con un decesso ospedaliero del 15%.

Grazie a una tecnologia sofisticata, il nuovo angiografo emette una dose inferiore di radiazioni rispetto ai macchinari precedenti, garantisce una migliore definizione delle immagini favorendo così un’accurata valutazione del paziente e di conseguenza una maggiore precisione nella fase terapeutica. L’angiografo è stato acquistato con il contributo della Fondazione Cariverona, senza nessun onere a carico dei bilanci regionali.
 

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