Cronaca Centro storico / Piazza Erbe

Caso "Comandante Diavolo": ordinato il sequestro dei dispositivi informatici

La Polizia postale ha provveduto a emanare un'ordinanza di sequestro dei dispositivi tecnologici di proprietà del medico operante nel Pronto Soccorso di Borgo Roma, accusato di violazione della privacy per aver divulgato su Twitter foto di pazienti e cartelle cliniche

La vicenda del Comandante Diavolo, il nickname usato su Twitter da parte di un medico del pronto soccorso a Borgo Roma, risale al mese scorso, quando dopo una polemica divampata sul web si era poi scoperto che le segnalazioni erano arrivate anche sul tavolo del direttore generale Francesco Cobello e del pubblico ministero Valeria Ardito. In sostanza il medico fotografava pazienti e cartelle cliniche, senza però rendere riconoscibili i loro volti e i loro nominativi, per poi postare le immagini su Twitter denunciando gli accessi ingiustificati in ospedale, polemizzando per gli sprechi all'interno della sanità pubblica. Un'atività che, così come riferisce anche l'Arena, non era però piaciuta molto all'assessore Coleto, il quale aveva stigmatizzato la vicenda definendola "una mancanza di rispetto per i pazienti e per la professione".Nel frattempo l'account Twitter è stato chiuso, l'azienda ha avviato un procedimento disciplinare nei riguardi del medico e la procura aperto un fascicolo d'indagine nei suoi confronti.

La notizia odierna è che la Polizia postale ha proceduto al sequestro dei dispositivi informatici utilizzati dal medico per divulgare presumibilmente il materiale incriminato: lo scopo è probabilmente quello di pervenire al riscontro di uteriori prove ufficiali, mentre l'avvocato difensore ha presentato nel frattempo la richiesta di riesame dell'ordinanza di sequestro. Per la settimana prossima il Giudice darà la sua rispostaa al legale difensore, ma soprattutto fornirà qualche ragguaglio in merito alla possibilità che il Comandante Diavolo possa essere rinviato a giudizio, oppure che pur avendo scatenato provvedimenti di tipo disciplinare a livello lavorativo, le sue azioni non siano da ritenersi penalmente rilevanti. Nel caso lo fossero, al momento, le ipotesi di reato finora avanzate sono quelle di violazione della normativa sulla privacy e rivelazione di segreti d'ufficio.

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