Gelati d'asporto, piante nei mercati all'aperto e spostamenti: le novità dell'ordinanza di Zaia

In Veneto da oggi si può uscire di casa per andare a prendere il gelato o la pizza d'asporto, mentre piante, fiori e vestiti per bimbi possono essere venduti anche nei mercati all'aperto

Gelateria - immagine d'archivio

Il governatore del Veneto Luca Zaia ha firmato quest'oggi, venerdì 24 aprile, una nuova ordinanza regionale che, di fatto, ha allentato le misure vigenti fino ad ora nel territorio regionale. Zaia ha dato l'annuncio in mattinata, mentre nel pomeriggio è stato divulgato il testo ufficiale del documento. I principali elementi di novità sono racchiusi al punto 1 del documento dove viene specificato che «è consentita la vendita di cibo da asporto», il che significa che anche bar, gelaterie, ristoranti, piuttosto che pasticcerie o chiunque venda alimenti in somministrazione, da oggi in Veneto potrà farlo non più solo con consegna a domicilio, ma anche aprendo al pubblico, una persona alla volta e con tutte le misure di sicurezza da rispettare, offrendo di fatto il servizio d'asporto. Una novità non da poco e che potrebbe avre conseguenze anche in termini di traffico veicolare, poiché ciascuno spostamente all'interno del proprio Comune verso tali esercizi commerciali diviene da oggi «giustificato sulla base dell'ordinanza», così come sostenuto in conferenza stampa dal governatore Zaia.

Scarica l'ordinanza regionale del 24 aprile 2020 firmata da Luca Zaia

Il punto 2 dell'ordinanza, inoltre, revoca il precedente provvedimento restrittivo che limitava l'apertura di librerie, cartolerie e negozi di abbigliamento per bambini a soli due giorni alla settimana. Questo significa che da oggi ciascuno di questi esercizi commerciali potrà in Veneto tenere aperto al pubblico, sempre nel rispetto delle misure di sicurezza, durante l'intera settimana lavorativa e, anche in questo caso, gli spostamenti verso tali negozi saranno sempre giustificabili usando l'autocertificazione quali "situazioni di necessità" (l'acquisto di un genere di prima necessità).

Il punto 6 della nuova ordinanza firmata dal governatore del Veneto prevede poi che «è consentita la vendita in esercizi anche esclusivamente commerciali al dettaglio, quali fiorerie, di prodotti florovivaistici, quali a titolo di esempio semi, piante, fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti». Questo è un altro punto importante, poiché fino ad oggi erano sì aperti i vivai e i garden, ma le fiorerie erano rimaste in una sorta di limbo nel quale non si capiva se gli fosse consentita l'apertura al pubblico o meno. Oltre a ciò, nel punto successivo, il numero 7 della nuova ordinanza firmata oggi da Zaia, è previso anche che «nei mercati e nelle analoghe forme di vendita su area pubblica o privata è ammessa la vendita di prodotti florovivaistici e di abbigliamento per bambini, comprese le scarpe per i bambini medesimi». Ciò implica che nei mercati all'aperto, dove finora era possibile vendere soltanto generi alimentari, possono da oggi essere venduti in Veneto anche piante, fiori e vestiti per i bambini.

Nell'ordinanza il governatore Zaia ha voluto inserire anche un ulteriore punto, il numero 9, dedicato all'accesso ai cimiteri. Secondo quanto si legge nel documento firmato da Zaia, «è consentito l’accesso ai cimiteri nel rispetto dell’obbligo di distanziamento di un metro tra le persone e dell’uso di mascherina e guanti o garantendo l’igiene delle mani con idoneo prodotto igienizzante». In molti Comuni sono presenti delle ordinanze restrittive in materia di cimiteri che vietano l'accesso, in tal caso salvo diversa decisione da parte dei sindaci restano naturalmente vigenti le norme di ciascun Comune là dove esse siano più restrittive. La volontà del governatore, come da lui stesso evidenziato in conferenza stampa, è stata quella di sollecitare quei sindaci che avessero deciso la chiusura dei cimiteri a fare un passo indietro, operando così una sorta di «moral suasion» nei loro confronti.

Il documento firmato dal presidente della Regione Veneto, inoltre, dispone la possibilità di eseguire lavori di opere pubbliche in numerosi ambiti che vanno dalle strade alle funivie, dalle metropolitane alle opere marittime, così come consente «le attività sul patrimonio ediliizio esistente secondo il regime della comunicazione e della comunicazione asseverata». Questo il commento dell’assessore regionale allo sviluppo economico ed energia Roberto Marcato rispetto alla nuova ordinanza siglata dal presidente Zaia e valida sin dalle ore 15 di oggi, venerdì 24 aprile: «Grande soddisfazione per la nuova ordinanza del presidente Luca Zaia che ringrazio per aver accolto le indicazioni e le richieste di una parte del nostro tessuto produttivo. Da oggi possibile la vendita di cibo da asporto per ristoranti, bar, pizzerie, pasticcerie e gelaterie, riaperte anche fiorerie e cartolerie, nel totale e scrupoloso rispetto delle disposizioni di protezione e sicurezza. Sono parti di economia che si rimettono in moto, che provano a trovare ristoro con questa nuova ordinanza. Ringrazio il presidente - ha quindi aggiunto l'assessore Roberto Marcato - per aver posto attenzione con grande sensibilità a queste richieste che io gli ho posto dopo essermi confrontato con tutte le categorie produttive in un dialogo che in questo periodo emergenziale si è dimostrato sempre più produttivo».

Si tratta, come evidenziato peraltro dallo stesso governatore in conferenza, di un'ordinanza tesa a «togliere tutte le restrizioni che si possono togliere». Pur condividendo il larga parte le misure e lo spirito che parrebbe animare il provvedimento, quello cioè di concedere qualcosa affidandosi al senso di responsabilità dei cittadini veneti, qualche dubbio tuttavia circa la tempistica e la modalità con la quale è stata comunicata tale ordinanza oggettivamente resta: si pensi soltanto al fatto che nello stesso momento in cui il governatore annunciava tali alleggerimenti, in città a Verona il sindaco Federico Sboarina riferiva di «controlli stringenti» per questo weekend. Ora, fino ad oggi si è sempre ribadito il mantra che governatori e sindaci possono prendere provvedimenti sempre e solo «più restrittivi» rispetto alle norme vigenti a livello nazionale, pena la nullità delle stesse ordinanze che finirebbero con l'essere in contrasto ai Dpcm. Non spetta certo a noi decidere se il documento firmato dal governatore Zaia sia più restrittivo o più permissivo rispetto all'ultimo Dpcm, ci limitiamo a notare che ad oggi, in Veneto, una persona munita di guanti, mascherine e che mantiene le distanze di sicurezza di almeno un metro (ridotta rispetto ai due metri precedenti), può uscire di casa e giustificare il proprio spostamento dinanzi alle forze dell'ordine, all'interno del proprio Comune, per, ad esempio, andare a prendersi un gelato d'asporto o un trancio di pizza (da mangiare poi a casa), comprare un mazzo di fiori sia nelle fiorerie che nei mercati all'aperto, piuttosto che acquistare uno spritz e due patatine d'asporto in un bar da consumare poi a casa e fare lo stesso con gli alimenti venduti nei ristoranti.

Tutto ciò non potrà non avere degli effetti concreti sul traffico veicolare e pedonale di ciascuna città o paese. Si pensi inoltre al fatto che con la nuova ordinanza regionale firmata dal governatore Zaia, si viene a creare una ben strana situazione per quel che riguarda l'attività motoria. Come noto, ad oggi, l'attività motoria e le passeggiate sono possibili solo «in prossimità di casa», concetto generico e che diciamo viene affidato al buon senso dei cittadini: si può affermare che «in prossimità di casa» significhi passeggiare anche oltre i 200 metri di distanza da casa, ma a non più di un chilometro e mezzo nei casi limite. Ora, formalmente non cambia nulla sull'attività motoria, poiché come specificato nell'ultima ordinanza «per quanto non diversamente regolato dalla presente ordinanza, vale quanto disposto dalla propria ordinanza n. 40 del 2020, intendendosi modificato il distanziamento ivi previsto con la distanza di un metro». Quindi, a parte il passaggio dai due metri a un metro di distanza, tutti gli argomenti non trattati nel documento di oggi restano regolati dal precedente e tra questi vi sono appunto le passeggiate. Se, tuttavia, a ciascun individuo viene consentito di recarsi nei bar, ristoranti, gelaterie e altri negozi, è evidente che, a voler pensar male (ma spesso ci si azzecca, diceva qualcuno) chiunque potrebbe incamminarsi e fare passeggiate che vadano ben oltre la «prossimità di casa» e, in caso di controllo, giustificarsi sostenendo che si sta recando in gelateria, piuttosto che in pizzeria, piuttosto che al ristorante per fare il proprio acquisto d'asporto. Tenuto peraltro presente che l'ordinanza non specifica affatto che si debba andare nel bar, gelateria, o ristorante più vicino a casa, quindi potrebbe anche essere il proprio locale preferito, magari parecchio distante da casa purché nel proprio Comune. Insomma, il mantra del «restare a casa» parrebbe oggi un po' più difficile da ripetere, fatta salva ovviamente la possibilità per ciascun primo cittadino del Veneto di prendere nuovi provvedimenti più restrittivi che, eventualmente, limitino le norme stabilite dall'ordinanza regionale. Il sindaco di Verona, in serata, ha sottolineato che «le progressive concessioni non significano "liberi tutti"» e che comunque «restano a Verona tutti gli altri divieti, come la chiusura delle alzaie e dei parchi, così come tutte le norme comportamentali, quali l'uso di guanti e mascherine». Maggiore libertà sì, dunque, ma sempre in nome del senso di responsabilità di ciascun cittadino, in attesa tutti quanti che a parlare sia prima o poi anche il premier Conte, per capire come cambieranno ulteriormente le cose, questa volta su scala nazionale, a partire dal prossimo 4 maggio. 

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