Quante persone posso invitare a pranzo o cena in casa mia secondo le norme in Veneto?

Se invito a pranzo/cena delle persone che non sono con me «conviventi», il distanziamento sociale va rispettato? Anche quando si è seduti a tavola come avviene in un ristorante?

Tavolo da pranzo - immagine d'archivio

Con l'entrata in vigore il 18 maggio sia del Dpcm firmato dal premier Conte che dell'ordinanza regionale in Veneto numero 48, preceduti già dal decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri il 16 maggio, le norme relative agli spostamenti sono profondamente mutate. Da lunedì è infatti possibile spostarsi liberamente per l'intero territorio regionale, senza dover giustificare in alcun modo la ragione del proprio spostamento. Quale conseguenza indiretta più evidente, tale mutamento ha di fatto ripristinato la possibilità di fruizione da parte di tutti, all'interno del proprio territorio regionale, anche della propria cosiddetta "vita sociale". Il tema della "visita ai congiunti" è dunque stato parzialmente archiviato, poiché oggi è possibile non solo fare visita a chiunque, un amico così come persino un estraneo, ma anche ritrovarsi con gli amici al ristorante, piuttosto che al bar o in pubblica piazza (la "visita ai congiunti" resta invece tema di eventuale interesse e dibattito politico per l'ipotesi, ad oggi preclusa, di spostamenti interregionali).

Vi sono tuttavia alcune domande che, in questa fase di riacquisizione di buona parte delle nostre libertà, possono essere sorte nella mente di molti. Ad esempio, è pur vero che si possono vedere gli amici e non solo i famosi "congiunti", ma se faccio una cena o un pranzo a casa mia come mi devo comportare? C'è un limite massimo di persone che posso invitare? Posso organizzare una festa privata in casa, se "sì" con quanti invitati? Parlando alla Camera il premier Conte ha ad esempio detto che «non è ancora questo il tempo dei party». Ad ogni modo, in un luogo privato quale appunto casa mia, devo rispettare le norme di distanziamento sociale nei confronti degli invitati come se fossi al ristorante? Si tratta di questioni alle quali non è semplice rispondere, vediamo perché.

La Regione Veneto ha diramato nelle scorse ore una circolare interpretativa dell'ordinanza numero 48 e nel documento, firmato dall'Ass. Bottacin, viene affrontato anche il seguente tema specifico: «Visite ed incontri di gruppo in luoghi privati». La circolare della Regione inaugura così la trattazione dell'argomento: «In relazione ai luoghi di proprietà privata, il Dpcm 17.5.2020 si limita a regolare le attività sportive competitive (v. art. 1, lett. e) ed individuali (v. lett. f). Il D.L. 33/20 parla solo di attività ed eventi svolti su aree pubbliche e aperte al pubblico. Salvo, quindi, quanto disposto per le attività sportive dalle norme suddette (competizioni e attività sportiva individuale), ciò che avviene nelle aree private non è in linea generale rilevante per la normativa emergenziale in questione». La circolare della Regione Veneto che reca come oggetto «Chiarimenti sulla Ordinanza n.48 del 17 maggio 2020» affronta in realtà il tema delle visite ed incontri di gruppo in luoghi privati solo dal punto di vista della normativa nazionale. Ma il vincolo più stringente in verità sull'argomento, lo pone invece la stessa ordinanza regionale firmata da Zaia.

Ordinanza regionale numero 48

Ordinanza regionele numero 48 - B) punto 2

Quest'ultima, infatti, al capitoletto B) dedicato agli «Spostamenti personali e attività individuali» dichiara senze giri di parole al punto 2 che «è vietato ogni assembramento tra non conviventi in proprietà pubblica e privata». Sottolineiamo, «in proprietà pubblica e privata». Ora, sarebbe anzitutto da capire che cosa si intende per «assembramento», poiché ormai a forza di sentire ed usare questo vocabolo ci si è dimenticati di pretenderne una definizione ben dettagliata (ipotesi: assembramento = più di due persone dove non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza di un metro?). Resta il fatto che dalla circolare interpretativa dell'ordinanza regionale numero 48, da parte della Regione Veneto sarebbe stato legittimo aspettarsi un "chiarimento" circa proprio quel punto 2 della lettera B) dell'ordinanza in oggetto, dove per l'appunto si vietano gli assembramenti «tra non conviventi in proprietà pubblica e privata». Un chiarimento che non è arrivato, mentre contestualmente si afferma che «ciò che avviene nelle aree private non è in linea generale rilevante per la normativa emergenziale in questione», avendo però appena trattato in dettaglio della normativa emergenziale nazionale (Dpcm e decreto legge)

Scarica l'ordinanza regionale numero 48 della Regione Veneto

Dunque, in sintesi, ad oggi in Veneto si ha un'ordinanza regionale che vieta gli assembramenti tra non conviventi sia in proprietà pubblica che privata, ma al contempo si ha anche una circolare della stessa Regione Veneto che si premura di chiarire che quanto accade nelle aree private «in linea generale non è rilevante». Ora, quest'ultima affermazione si riferisce solo alla normativa emergenziale nazionale, o anche a quella regionale, visto che è inserita in un documento che dovrebbe chiarire proprio le norme contenute in un'ordinanza regionale? Impossibile dirlo con certezza, così come è onestamente impossibile dire se vi siano ad oggi in Veneto dei limiti circa il numero di invitati per un pranzo o una cena tra amici a casa propria (eventualmente in funzione della grandezza e metratura della stessa abitazione). Il «divieto di assembramenti» tra persone non conviventi stabilito dal punto 2 dell'ordinanza regionale numero 48 firmata da Zaia, vale anche seduti a tavola con amici a casa propria cioè appunto «in proprietà privata»? Vale a dire, a casa propria è necessario rispettare il distanziamento sociale dagli altri (sempre un metro di distanza), si badi bene, qualora questi "altri" siano appunto degli "amici" o anche dei parenti che vivono però altrove rispetto a casa nostra e, quindi, non siano nostri "conviventi"? Domande, alle quali sarebbe forse un bene qualcuno si premurasse di fornire adeguata risposta.

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