Cronaca Centro storico / Via Giuseppe Mazzini

Operazione congiunta delle GDF di Verona e Modena: 3 persone arrestate

Nell'ambito di un'operazione congiunta tra le Fiamme Gialle delle provincie di Modena e di Verona, sono state emessi tre provvedimenti di misura cautelare nei confronti di soggetti appartenenti ad un'organizzazione criminale

Sono stati compiuti tre arresti nell'ambito di una vasta operazione congiunta tra le fiamme Gialle delle province di Verona e Modena. Le tre persone arrestate fanno parte di un'organizzazione criminale che si occupava di estorsioni e usura operanti a Verona e nelle province limitrofe. Oltre agli arresti sono stati sequestrati anche beni stimati in 5 milioni di euro.

"Con l’arresto di tre soggetti e l’esecuzione di numerose perquisizioni locali, nonché sequestri preventivi di beni, si è conclusa all’alba di questa mattina, un’operazione antiusura coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona ed eseguita dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria.

A cadere nelle maglie del dispositivo sono stati due usurai operanti in Verona e provincie limitrofe nonché un terzo soggetto ritenuto il riciclatore degli ingenti capitali accumulati illecitamente.Più precisamente l’operazione ha portato all’arresto di Bonazzi Bruna (classe 1946) e Boscaini Attilio (classe 1952) per reati di usura ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria nonché di Ferraiuolo Chiara (classe 1976), per riciclaggio, impiego di denaro di provenienza illecita ed intestazione fittizia di beni nonché al sequestro preventivo del patrimonio illecitamente accumulato di un valore stimato di oltre 5 milioni di Euro. In particolare si tratta di 45 unità immobiliari dislocate tra Verona, Vicenza, Brescia e Napoli, due società con sede in provincia di Verona e numerosi rapporti bancari e dossier titoli.

Le vittime sono per lo più piccoli imprenditori e commercianti, veneti e bresciani, ma anche lavoratori dipendenti, ai quali i due usurai concedevano prestiti con tassi che potevano raggiungere anche il 260% mensile. Gli usurati, in pressanti necessità economiche, rilasciavano a fronte del prestito garanzie atipiche a condizioni estremamente vessatorie. L’approfondito esame della documentazione acquisita e delle indagini tecniche eseguite, unitamente a mirati accertamenti economico-patrimoniali, hanno consentito di individuare i canali di raccolta e di investimento successivi del denaro riciclato anche attraverso una società di gestione immobiliare.

Il patrimonio accumulato è risultato nettamente sproporzionato rispetto alle dichiarazioni dei redditi presentate dagli indagati. Nello sviluppo dell’attività investigativa è risultata di fondamentale importanza la collaborazione delle vittime. In tal senso si rammenta che il Nucleo di Polizia Tributaria con sede in via Nicola Mazza è a disposizione di tutte le persone offese".

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