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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Omicidio Zorzi, il 20enne davanti al giudice gioved

Comparir il 3 giugno per la convalida con l'avvocato Marchesini, il parricida Piergiorgio

Ha trascorso la notte in isolamento nel carcere di Montorio Piergiorgio Zorzi, il 20enne che a Verona ha ucciso il padre e poi lo ha fatto a pezzi, nascondendo il cadavere in un bidone dell'immondizia. Il giovane parricida è controllato a vista dagli agenti della Polizia Penitenziaria nella sua cella. Giovedì sarà ascoltato in procura per l'interrogatorio di garanzia, ma per gli investigatori caso ormai è chiuso. "Questa mattina - ha detto il dirigente della squadra mobile Gianpaolo Trevisi - invieremo in Procura gli incartamenti che si riferiscono alle ultime persone che abbiamo sentito''. Intanto nelle prossime ore all'istituto di Medicina legale del Policlinico sarà eseguita l'autopsia sul corpo di Giorgio Zorzi.

Un raptus omicida vero e proprio quello che ha mosso le mani del giovane figlio, scatenatosi il 22 maggio scorso dopo l’ennesima lite scoppiata in famiglia. Due le coltellate inferte al genitore: Piergiorgio avrebbe inferto i colpi mortali e avrebbe guardato agonizzare il padre per mezz’ora prima della morte. Poi l’orrore: con una sega ha dissezionato il corpo in cinque parti e se n’è sbarazzato gettandolo in un bidone della spazzatura posto nel garage del palazzo. Tutto all’oscuro della mamma, Slavoica Saurini, che si trovava fuori città poiché era andata ad assistere l’anziana madre malata a Peschiera, fino al 14 giugno.

Il corpo a pezzi è stato abbandonato lì per una settimana, fino a quando, domenica sera, verso le 19e30, il fetore dovuto alla decomposizione ha insospettito un residente della zona, Salvatore Cottu, ex agente di polizia, che ha avvertito il 113. Giunti sul posto, gli agenti hanno subito dato il via alle indagini, fermando il ventenne nell’appartamento del terzo piano chiedendo le chiavi della cantina. Poi il ritrovamento e l’arresto immediato. Dopo un’interrogatorio durato cinque ore coordinato dal pm Elvira Vitulli, il giovane ha confessato tutto e ieri mattina è stato trasferito al carcere di Montorio Veronese in attesa dell’udienza di convalida che verrà convocata, presumibilmente, giovedì prossimo, 3 giugno, con un giorno di ritardo, per effetto della festività della Repubblica di domani.

Restano ancora da chiarire le motivazioni dell’efferato gesto del giovane: le indagini sembrano seguire la pista delle continue liti e del periodo turbolento che stava affrontando in famiglia ma nulla è ancora preciso. A difendere Piergiorgio Zorzi sarà l’avvocato Michela Marchesini, del Foro di Verona.

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