Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Via del Pontiere

Omicidio stradale, il testo approvato dalla Camera: "Oggi siamo un paese più civile"

Non è ancora terminato l'iter burocratico che lo trasfomerà in legge, intanto però il testo ritorna al Senato che avrà il compito di valutare le modifiche inserite e l'inasprimento delle pene

Il percorso di introduzione del reato di omicidio stradale va avanti. Mercoledì è arrivato il via libera dell'Aula della Camera, nonostante il no di Sel e le astensioni di FI e M5S, ma il testo deve ancora affrontare alcuni passaggi prima di diventare legge: dovrà infatti tornare al Senato dopo le modifiche subite. 
L'omicidio stradale dovrebbe quindi diventare presto un reato riconosciuto, con tre possibili scalini di gravità. Nell'ipotesi base si rischiano dai 2 ai 7 anni in caso in cui si provochi la morte di una persona violando il codice della strada. La pena però s'inasprisce nel momento in cui il guidatore viene sorpreso con un tasso alcolemico superiore al consentito: la persona che verrà trovata con 0,8 grammi per litro (fino al 1,5) o che provochi l'incidente con una condotta particolarmente pericolosa (infrazione semaforica, sorpassi o inversioni azzardati, eccesso di velocità, guida contromano) rischierà dai 5 ai 10 anni; chi invece viene trovato con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro, o sotto l'effetto di droghe, rischierà dagli 8 ai 12 anni. La pena ovviamente sale se più di una persona perde la vita nel sinistro, fino ad arrivare ad un massimo di 18 anni. Le condanne salgono ulteriromente, in caso di alterazione psicofisica, anche se le vittime restino solamente ferite: da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. Se il il guidatore incriminato invece ha un tasso alcolico che non supera lo 0,8 o se provoca l'incidente solamente con una manovra pericolosa, le condanne partiranno da un anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime. I più tartassati saranno i camionisti gli autisti di autobus: per loro si applicherà infatti l'ipotesi più grave del reato anche in presenza di un tasso alcolemico sopra gli 0,8 grammi per litro.
In caso di fuga del guidatore dopo il sinistro provocato, la pena invece non potrà scendere sotto i 5 anni per l'omicidio e i 3 per le lesioni, e subirà un aumento da un terzo a due terzi. Ulteriori aggravanti sono previste se ci si mette alla guida senza patente o assicurazione, mentre le pene si dimezzano in caso di concorso di colpa della vittima. 
Per quanto riguarda invece la patente, questa verrà revocata sia in caso di omicidio che di lesioni e sarà possibile conseguirla solo dopo 15 anni nella prima ipotesi e dopo 5 per la seconda. Ovviamente anche in questo caso i tempi si allungano in base alla gravità della situazione. Verranno inoltre raddoppiati i tempi di prescrizione e scatterà l'arresto obbligatorio per i casi più gravi, come la guida in forte stato di ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti. 

"Tra le parti più qualificanti della legge la revoca della licenza di guida per periodi che vanno da 15 a 30 anni" afferma la deputata Alessia Rotta: "È con grande soddisfazione che lo annuncio, dopo anni di frequentazione e incontri con le famiglie e le associazioni delle vittime della strada di Verona, dei ragazzi di Arcole, di Patrizia Pisi e Stefano Benato, di Alberto Pallotti, che ho incontrato in questi giorni a Roma. La nuova legge sull'omicidio stradale non risolve tutti i problemi di sicurezza delle strade ne restituisce alle famiglie le proprie vittime ma serve a dare un segnale di civiltà oltre a costituire uno straordinario deterrente verso comportamenti criminali nelle strade. Oggi siamo un paese più civile e dedicare questa legge alle famiglie che hanno sofferto e che spesso non hanno ottenuto giustizia".

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