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Francesco Cevoloni (Fonte foto: Facebook)

Francesco Cevoloni (Fonte foto: Facebook)

L'omicidio di Francesco Cevoloni. I famigliari: "Vogliamo sia fatta giustizia"

Il 51enne di Cerea è deceduto nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Legnago. Il suo compagno di stanza ha dato in escandescenza e gli ha staccato il respiratore

Tomasz Piotr Matula, 35 anni, polacco. Era giunto in Italia da neanche una settimana per lavorare i campi. Alloggiava a Nogara. Sabato 15 aprile ha perso la testa e in seguito a degli atti di autolesionismo era stato ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Legnago. La sua follia violenta non si è però fermata. Si è liberato da tubicini e cannule, ha minacciato il personale sanitario con un paio di forbici e ha staccato anche il respiratore di Francesco Cevoloni, 51enne di Cerea, causandone la morte. Questo è successo nella notte tra sabato 15 e domenica 16 aprile, prima dell'intervento dei carabinieri che hanno bloccato e arrestato il 35enne polacco.

Per i familiari e i conoscenti di Francesco Cevoloni è stata una Pasqua di tristezza e dolore, mentre gli inquirenti hanno svolto tutte le verifiche del caso e le forze dell'ordine piantonavano Matula nel reparto di psichiatria.

La sorella e l'ex moglie della vittima ora chiedono giustizia. A Francesco Scuderi de L'Arena hanno spiegato che Francesco Cevoloni era malato, ma si trovava in ospedale per essere curato. "La sua non è stata una morte naturale, è stato ucciso", ha detto Cristina Cevoloni, sorella della vittima, che si è chiesta come mai un paziente come Matula si trovasse in rianimazione senza nessuno che lo tenesse d'occhio.

Sul corpo di Francesco Cevoloni è stata disposta l'autopsia, quindi la data del suo funerale non è stata ancora fissata. Intanto, sempre a L'Arena, ha parlato anche uno dei legali della parte offesa, Luca Bronzato, che ha detto che la vittima era malata ma non in fin di vita. La ex moglie e la sorella si stavano organizzando per riportarlo a casa, dove avrebbe proseguito con le terapie. L'obiettivo che i legali si sono posti è quello di aiutare la procura a fare piena luce sul caso in modo che tutta la verità sia accertata e riconosciuta.

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