Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Cologna Veneta / Canesella

Omicidio di Colognola. L'ultimo saluto di Gioele e Riccardo: "Perché fratello?"

Si sono svolti lunedì i funerali di Emanuela Panato e del figlio Ismaele, che in un tragico pomeriggio uccise la propria madre con una roncola. Toccante il ricordo del fratello durante la cerimonia

Si è tenuto ieri nella chiesa di Colognola ai Colli il funerale di Emanuela Panato e di Ismaele Milani, la madre uccisa da figlio 17enne che poi si è tolto la vita, in un tragico lunedì pomeriggio. 
Grande la commozione dei presenti durante il rito religioso, che ha richiamato una folla gremita al santuario, con diverse persone rimaste fuori, sotto la pioggia e riparate dagli ombrelli ma comunque presenti per esprimere il proprio cordoglio ai familiari. 
"Gioele vorrebbe dire qualcosa", ha annunciato don Agostino ad un certo momento della funzione. Il 20enne, figlio maggiore di Riccardo ed Emanuela, che dopo l'omicidio-suicidio si era rinchiuso in sè stesso, per iniziare a riaprirsi dopo aver ritrovato il padre nella camera d'ospedale di San Bonifacio dov'era stato ricoverato. "Ogni giorno mi sveglio e spero sia stato soltanto un brutto sogno - ha detto Gioele, come riportato dal quotidiano L'Arena - Rosso, troppo rosso. Dappertutto". Il ragazzo parla trattenendo a stento le lacrime ripensando quei momenti e ai bei ricordi legati alla madre: "Mi ricordo quando le coperte del letto diventavano il nostro castello. Mi ricordo quando mi addormentavo in macchina e mi portavi a letto in braccio. Eppure quando ti scattavo le foto ti facevo sempre delle inquadrature storte. Per farti sembrare brutta. E invece eri bellissima, mamma". Poi si rivolge al fratello con un interrogativo pieno di dolore più che di rabbia: "Cos'hai fatto, fratello? Perché, perché?". 

Grazie alla vicinanza del padre, il 20enne è riuscito a riprendersi dallo shock e, stando a quanto si legge sulle colonne de L'Arena, si è fatto carico di molte delle incombenze di questi giorni. Ieri invece il padre si è lasciato andare ad un dolore che forse finora non aveva ancora espresso, anche per aiutare l'unico figlio rimastogli a ritrovare se stesso il prima possibile. I due in questi giorni sono anche ritornati nella loro casa di via Canesella, dove hanno affrontato i fantasmi di un passato non lontano. 

È stata una lunga giornata quella vissuta ieri dai parenti, iniziata all'ospedale di Borgo Trento per raccogliere le spoglie di Ismaele, poi il passaggio a Borgo Roma per la madre 47enne, per arrivare alle 11 nella chiesa dei Santi Fermo e Rustico, dove le due bare sono rimaste vicine fino alla fine. 

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