Cronaca Colognola ai Colli / Via Canesella

Omicidio di Colognola. I pessimi rapporti tra madre e figlio confermati da amici e psicologi

Già alle scuole medie, lo specialista aveva steso un rapporto problematico sul ragazzo, ma la cosa non aveva avuto un seguito. Ora dai racconti dei compagni di classe emerge un quadro diverso sul ragazzo

Poco più di una settimana fa a Colognola ai Colli si consumava la tragedia che avrebbe mandato in pezzi una famiglia: il figlio minore, 17 anni, stando a quanto hanno ricostruito gli inquirenti, ha prima ucciso la madre con un colpo di roncola, per poi aggredire il suo stesso padre e cercare infine il suicidio gettandosi sotto un trattore. 

Quel ragazzo definito dai parenti come uno taciturno e amante degli animali si è reso protagonista di un delitto che tuttora fatica a trovare spiegazioni. Stando però a quanto riportato dal giornale L'Arena, il profilo del giovane verrebbe completamente stravolto dalle affermazioni di compagni di classe raccolte dagli psicologi, che li hanno incontrati su iniziativa della dirigenza scolastica, già a partire dal giorno successivo all'omicidio, come aiuto a superare quello shock. Sulle colonne de L'Arena, si afferma che i racconti lo descrivono come un ragazzo con una forte avversione verso la sua stessa madre, un sentimento di odio, secondo alcuni, difficile da motivare. Da diverso tempo il rapporto tra i due sarebbe stato incrinato, con una comunicazione praticamente assente, fatta di messaggi via cellulare e pochissime parole. Il malessere del giovane, secondo quanto è stato possibile appurare, sarebbe emerso anche da post di commenti bui e foto violente, mentre le liti con la donna che lo aveva messo al mondo, venivano riportate agli amici con termini addirittura "satanici", come si può leggere sulla stampa locale. Per gli esperti quindi, il 17enne da tempo maturava dentro sé questi sentimenti, come proverebbe l'indirizzamento verso un  colloquio con lo psicologo già alle medie all'istituto comprensivo di Colognola, dove la stessa 47enne lavorava: già in quel caso lo specialista avrebbe scritto relazioni problematiche sul ragazzo. 

Ora tutte queste informazioni passeranno nelle mani degli inquirenti, che ne valuteranno l'attendibilità, confrontandole probabilmente anche con quelle del padre e del fratello di 20 anni, sopravvissuti alla tragedia. 

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