Convalidato l'arresto del 64enne che ha ucciso il convivente a Pastrengo

La vittima stava litigando con il fratello quando l'arrestato è intervenuto per dividerli. E a tirare fuori il coltello sarebbe stata sempre la vittima, che è stata prima disarmata e poi colpita tre volte

L'arma con cui è stata uccisa la vittima

È stato convalidato questa mattina, 5 ottobre, l'arresto di C.N., il romeno classe '56 fermato dai carabinieri venerdì scorso e accusato di omicidio. Il reato è stato compiuto in un'abitazione di Via Ronchi, a Pastrengo, e la vittima è un connazionale e convivente del 64enne. Le iniziali del nome della vittima sono C.E. e il suo anno di nascita è il 1972. Il corpo di C.E. è stato messo a disposizione del medico legale nell'ospedale di Borgo Roma per l'autopsia, mentre C.N. è stato rinchiuso nel carcere di Montorio.
Le indagini sull'omicidio sono state dirette dal sostituto procuratore Carlo Boranga ed a portare avanti sono stati i carabinieri di Peschiera del Garda insieme ai colleghi del nucleo investigativo e del reparto operativo di Verona oltre che dai militari della sezione investigazioni scientifiche.

L'INTERVENTO DEI CARABINIERI è scattato intorno alle 18.20 di venerdì, quando alla centrale operativa di Peschiera è giunta la chiamata di un cittadino romeno residente a Pastrengo, il quale riferiva di aver trovato il corpo senza vita di un uomo, ucciso da un suo connazionale al quale aveva ceduto in affitto l'appartamento.
I militari ed i sanitari del 118 hanno raggiunto in pochi minuti il luogo del delitto. Nelle vicinanze, i carabinieri hanno ritracciato il presunto colpevole, C.N., il quale ha attirato l'attenzione dei carabinieri ed ha lasciato intendere che era stato lui a commettere l'omicidio. Immediatamente perquisiti, il 64enne è stato trovato in possesso del coltello che verosimilmente era stato usato per ferire a morte la vittima. L'arma è stata subito sequestrata e poi inviata ai Ris di Parma per gli accertamenti.
Nel frattempo, gli operatori del 118 hanno trovato C.E. in una pozza di sangue. Hanno provato a rianimarlo, ma per il 48enne non c'era più nulla da fare. 

LE INDAGINI SONO SUBITO SCATTATE e sul posto sono sopraggiunti i carabinieri della sezione investigazioni scientifiche ed il personale del reparto operativo. Da un primo esame dei fatti, erano subito emersi gravi indizi di colpevolezza a carico di C.N., il quale è stato accompagnato al comando di Peschiera del Garda per i dovuti accertamenti. Nella caserma si è poi recato anche il sostituto procuratore Carlo Boranga per ascoltare una serie di testimonianze e per interrogare il sospettato. C.N. ha iniziato a collaborare fin da subito, ammettendo le proprie responsabilità.

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LA DINAMICA DEI FATTI, dopo i necessari accertamenti, è stata così ricostruita dai carabinieri. Tutto sarebbe partito da una lite tra C.E. e suo fratello. Un litigio nato per motivi futili legati alla convivenza nella stessa abitazione, ma che si è presto trasformato in una colluttazione. E probabilmente a rendere la situazione più incandescente ha giocato un ruolo decisivo il consumo di alcol. Nella casa, infatti, sono state trovate bottiglie di birra ed un cartone di vino vuoti. Le urla tra i due litiganti hanno attirato l'attenzione di C.N., il quale è intervenuto per dividere i due fratelli. A tirare fuori il coltello sarebbe stato C.E., il quale avrebbe aggredito per primo C.N.. Il 64enne sarebbe però riuscito a disarmare l'aggressore e, dopo aver preso in mano il coltello, avrebbe colpito il connazionale con tre fendenti. La ferita mortale pare sia stata all'addome e non alla gola come emerso in precedenza. Dopo aver colpito il 48enne, C.N. è poi uscito dall'abitazione, facendosi poi trovare dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile.

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