Cronaca Albaredo d'Adige / Via Teiolo

Albaredo. Andrei smentisce le minacce: si complica il quadro della fidanzata

Per il procuratore Schinaia, intervistato dal Corriere, la 17enne potrebbe avere responsabilità ben più gravi. Proseguono senza sosta intanto le ricerche dei corpi delle due vittime nell'Adige

Sono riprese nella mattinata del 26 febbraio le ricerche dei resti di Mirela e Larisa, uccise dal figlio della donna, Andrei, fatte a pezzi e gettate nell'Adige dentro tre distinti sacchi di palstica. I vigili del fuoco, con l'aiuto dei sommozzatori di Vicenza, continuano a perlustrare il letto del fiume e i suoi argini, spostandosi piano piano dal punto in cui l'omicida avrebbe buttato i corpi, probabilmente trascinati dalla corrente. Sul luogo sono presenti anche i carabinieri della stazione di Ronco all'Adige e il capitano della Compagnia di Legnago Lucio De Angelis. 

Sulle colonne del Corriere di Verona, il procuratore Mario Giulio Schinaia ipotizza un aggravarsi della situazione per Loredana, la fidanzata di 17 anni dell'omicida che attualmente si trova in Romania. Ad un'emittente televisiva locale, la ragazza ha confessato di essere stata presente nell'abitazione di via Teiolo al momento della mattanza e di aver aiutato il proprio ragazzo nel trasporto dei resti delle vittime. Se la vicenda si fosse effettivamente svolta così, per Schinaia "si profilerebbe il concorso nel reato di distruzione dei cadaveri" nei confronti della ragazza. 
Alcuni dettagli però continuano a non combaciare. Andrei nel primo interrogatorio con il pubblico ministero Elisabetta Labate, che coordina l'inchiesta, e i carabineri, così come nel secondo con il gip Livia Magri, avrebbe ammesso che a passargli il coltello mentre bloccava la madre sarebbe stata proprio la fidanzata, particolare mai confessato dalla giovane nella sua intervista. "Se fosse vero che lei gli ha dato il coltello usato per ammazzare la madre, per lei si profilerebbe non solo il concorso in distruzione di cadavere ma anche il concorso, ben più pesante, in omicidio", ha detto il procuratore sulle pagine del Corriere. 
La palla ora passa al Tribunale dei minori di Venezia che, una volta acquisita tutta la documentazione, dovrà decidere come procedere nei confronti di Loredana. L'avvocato di Andrei intanto smentisce che il suo assistito abbia mai detto di aver minacciato la fidanzata e di averla costretta ad aiutarlo. 

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