Quadri di Castelvecchio, l'ombra del riscatto sul loro ritorno a casa

Per alcuni consiglieri regionali, il pagamento di 1 milione di euro dall'Italia all'Ucraina per aiuti umanitari il giorno prima della partenza delle tele non è una coincidenza

Dopo i giorni delle celebrazioni, i giorni del dubbio. Anche dopo il loro ritorno a casa, le 17 tele rubate al museo di Castelvecchio fanno ancora discutere.

Attenzione alla cronistoria del loro rientro: dopo il loro ritrovamento avvenuto nel mese di maggio e numerosi annunci e marce sul loro ritrorno a Verona, il 12 dicembre viene fissata la data definitiva al 21 dicembre. L'impegno viene rispettato e la settimana scorsa i quadri sono volati da Kiev a Verona, per essere poi riallestite all'interno del museo, aperto ancora per qualche settimana al costo di 1 euro.

Tra il 12 e 21 dicembre, qualcosa di scandaloso riguardante i quadri rubati è successo, almeno secondo alcuni. Si tratta di un contributo di emergenza da 1 milione di euro destinato dall'Italia all'Ucraina per la distribuzione di alimenti e aiuti per la popolazione civile convolta nel conflitto russo-ucraino. Un contributo che non è stato pagato di nascosto, ma è stato annunciato dal neo ministro degli esteri Alfano il 20 dicembre scorso.

Il 20 dicembre Alfano annuncia 1 milione di euro in favore dell'Ucraina. Il 21 dicembre i quadri di Castelvecchio partono da Kiev a Verona. Per il consigliere regionale leghista Luciano Sandonà, i due fatti potrebbero essere collegati dalla parola riscatto. "Vergogna - scrive Sandonà - Risponde al vero che l'Ucraina ha preteso il pagamento di 1 milione di euro mascherato da aiuti umanitari prima di riportare i quadri a Verona? Faremo luce su questo torbido episodio con una imminente interrogazione parlamentare".

Lo stesso dubbio di Luciano Sandonà è sorto anche ad un'altro consigliere regionale, Stefano Valdegamberi: "In concomitanza con la partenza dei quadri da Kiev verso Verona, il Ministero degli Esteri paga 1 milione di euro all'Ucraina. Riscatto o una semplice beneficienza? Invece di tutelare i propri concittadini, il Ministro degli Esteri italiano elargisce i nostri soldi per finanziare un dittatore e fa questo proprio prima della partenza dei quadri da Kiev verso Verona. Che strana coincidenza! Dopo aver pagato miliardi di euro di danni commerciali per sostenere le ragioni di un dittatore, l'Italia viene così umiliata dai suoi governanti che hanno dovuto pagare anche un riscatto, sotto forma di aiuti umanitari per riavere i propri quadri".

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