Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Vigasio

Offerte di lavoro "inesistente" sul web, presidente di una coop arrestato

Nei guai è finito Luciano Cicolin che dirige una società a Vigasio. La Finanza lo rintraccia dopo aver raccolto 27 segnalazioni di presunti lavoratori truffati: chiedeva 200 euro per compilare un modulo

Una truffa in piena regola andata avanti per mesi, in cui avrebbe offerto lavoro dietro pagamento di una somma di denaro. Questa l'accusa che ha messo nei guai Luciano Cicolin, presidente di una cooperativa a Vigasio. Secondo la guardia di finanza di Verona, l'uomo avrebbe pubblicato online avvisi per alcuni presunti lavori. Carpentieri, operai, addetti alle pulizie, manutentori, muratori, manovali, artigiani. Gente che voleva "darsi da fare" insomma. Una somma di circa 200 euro avrebbe permesso, all'eventuale disoccupato o richiedente, l'iscrizione alla società veronese che poi avrebbe provveduto a fargli compilare un modulo. Ma le offerte, secondo il pm Giovanni Pietro Pascucci, sarebbero inesistenti. Non ci sarebbe stato insomma nessun lavoro. In questo modo avrebbe coinvolto circa 50 persone che, versando la quota, speravano di tornare a guadagnare.

In tempi di crisi, si sa, le persone farebbero qualsiasi cosa. Anche pagare per trovare un lavoro. Le prime segnalazioni e denunce sono arrivate lo scorso anno e le indagini non si sono ancora concluse. Facile ipotizzare che il numero dei presunti truffati possa salire. Secondo le ricostruzioni dell'accusa, infatti, la società avrebbe ingannato almeno un centinato di disoccupati in tutta Italia. Per "l'imprenditore" di Vigasio sono così scattate le manette e, successivamente, gli arresti domiciliari. L'inchiesta riguarda, tuttavia, due persone: Cicolin aveva un socio, denunciato a piede libero e che a sua volta ha denunciato il complice per calunnia. Ieri si è svolto l'interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari, Guido Taramelli. Come spiega il Corriere Veneto, l'uomo ha dichiarato di aver sempre agito "in buona fede", nelle reale "convinzione" che i contratti si "potessero concretizzare".

Utilizzavano un sito web per offrire posto di lavoro in cantieri edili "fantasma" nelle province di Verona, Mantova, Vicenza, Padova, Venezia, Livorno, ma anche a Sofia, capitale della Bulgaria. I due, dopo avere incassato migliaia di euro e annunciato telefonicamente il lavoro era rinviato per motivi burocratici, si dileguavano.

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