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Pediatri in prima linea contro l'obesità: in Veneto colpisce 1 un bambino su 4

Circa 150 medici provenienti da tutta la Regione si sono riuniti all'Hotel Leon d'Oro per un focus su questa problematica, che riguarda circa il 27% (75.000) bimbi del territorio veneto

Ha fatto tappa a Verona “Costruiamo il Futuro”, progetto itinerante che ha attraversato l’Italia con l’obiettivo di supportare i pediatri nel loro compito, sempre più rilevante, di consulenti nutrizionali per i soggetti in età evolutiva. Organizzata in tutta Italia da Elodìa Eventi, società partenopea specializzata nella realizzazione di congressi scientifici, l’iniziativa è stata condivisa in partnership dalla Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e dalla Presidenza della Società Italiana di Pediatria (SIP). Circa 150 pediatri provenienti da tutta la regione si sono riuniti all’Hotel Leon D’Oro per perfezionare le proprie conoscenze sull’eccesso ponderale infantile – ossia il peso fuori controllo – sulle sue inevitabili conseguenze a carico della salute, ma anche sulle possibili strategie per arginare questa minaccia, anzitutto attraverso un’alimentazione adeguata.

Il progetto coinvolge anche l’Associazione Nazionale Dietisti (ANDID), impegnata nel portare avanti, in parallelo alle tappe di “Costruiamo il futuro”, uno studio osservazionale, patrocinato dal Ministero della Salute e volto a “scattare una fotografia” sulle abitudini alimentari dei bimbi italiani.

“La figura del pediatra è di importanza strategica, perché è in grado di orientare le scelte alimentari del neonato e del bambino e quindi di incidere sull’educazione alimentare di tutta la famiglia. Per questo i pediatri possono giocare un ruolo cruciale nella prevenzione dell’obesità infantile”, dichiara il Dr Ruggiero Piazzolla, referente Nazionale Area Nutrizione della Fimp. “In Veneto i bambini in sovrappeso e obesi sono il 27% (20% in sovrappeso, l’anticamera dell’obesità, e 7% obeso); quindi circa 75.000 bambini (1 su 4) sono interessati dalla problematica. Per far fronte a questa vera emergenza sanitaria occorre ripensare all’educazione alimentare nel suo complesso, ma è assodato, solo per proporre qualche esempio concreto, che un eccesso di proteine rispetto ai quantitativi consigliati, il consumo di bevande zuccherate e la scarsa presenza di frutta e verdura nella dieta sono sicuramente i principali ‘accusati’. L’Italia peraltro è una nazione che tutela l’alimentazione del bambino 0-3 anni, attraverso una Normativa Specifica che obbliga i produttori di ‘alimenti per l’infanzia’ a sottostare a precise norme produttive. Il bambino non è un piccolo adulto e necessita di tutela per adeguatezza e sicurezza nutrizionale”.

Per un’alimentazione infantile ottimale, anche l’innovazione tecnologica e la ricerca scientifica in ambito nutrizionale stanno contribuendo in modo determinante, e una sessione dell’incontro “Costruiamo il Futuro” è stata dedicata alle novità su questo fronte. Un recente studio, che ha visto coinvolti diversi centri universitari italiani, ha portato alla sperimentazione di un nuovo ingrediente funzionale. “L’obiettivo della nostra ricerca è stato quello di studiare i benefici del latte fermentato con il batterio di origine umana L. paracasei CBA L74 nella prevenzione delle infezioni in una ampia popolazione di bambini italiani che frequentavano l’asilo”, spiega il professor Roberto Berni Canani del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali – Sezione Pediatrica - dell’Università degli Studi di Napoli Federico II che ha coordinato lo studio. “Questi bambini, per la generale immaturità del loro sistema immunitario, sono particolarmente vulnerabili al rischio di contrarre infezioni. I risultati dello studio hanno evidenziato la capacità di questo nuovo ingrediente di ridurre il rischio di infezioni a livello respiratorio e gastrointestinale, attraverso una stimolazione del sistema immunitario”.

“Per un approccio globale al problema dell’obesità infantile e per implementare strategie di prevenzione davvero efficaci, è fondamentale ricordare che l’alimentazione durante i primi mesi di vita del bambino può influenzare il suo futuro rapporto col cibo”, evidenzia il professore Fabio Mosca, Direttore Unità Operativa di Neonatologia e TIN della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore-Policlinico, Università degli studi di Milano. “Persino le abitudini alimentari della madre in gravidanza e del bambino nei primi mesi di vita possono influenzare la salute futura, interferendo con la suscettibilità allo sviluppo di numerose malattie in età adulta, aprendo la strada a potenziali nuovi approcci preventivi e/o terapeutici. Pertanto – conclude Mosca – occorre porre un’attenzione continua all’alimentazione dei bambini ed i primi 1000 giorni di vita sono fondamentali per lo sviluppo evolutivo”.

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