Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Con la forza, la obbligava a prostituirsi e darle i soldi per giocare alle slot

L'indagine condotta dai carabinieri della compagnia di Peschiera del Garda ha preso il via nel mese di dicembre 2017, quando la ragazza aveva lamentato di aver subito un'aggressione da un conoscente

I carabinieri di Peschiera

Sono stati i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Peschiera del Garda ad eseguire l'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal tribunale di Verona, nei confronti di un cittadino romeno, D.I., classe 1986 e residente in città, accusato di sfruttamento della prostituzione nei confronti di una sua connazionale

L'indagine ha preso il via da un intervento eseguito nella notte del 24 dicembre 2017 dai militari di Peschiera a Bussolengo, dove una ragazza di origine romena ha riferito loro di essere stata vittima di un'aggressione. Questa infatti presentava una ferita all'orecchio destro e ha raccontato di essere stata malmenata da un suo conoscente, confessando che al centro della discussione ci sarebbe stata la consegna di denaro, ottenuto dall’attività di prostituzione svolta da lei e dalla sorella. 
Il giorno seguente però, la donna è stata convocata negli uffici della compagnia, dove ha dato una spiegazione dei fatti completamete differente, oltre al non voler più sporgere denuncia verso il suo aggressore.

Nonostante il dietrofront della giovane, ha preso il via una complessa attività d'indagine durata diversi mesi, svolta con servizi di osservazione, controllo e pedinamento, che avrebbe permesso ai militari di appurare che D.I. traeva sostentamento dall’attività di meretricio della donna, sulla quale avrebbe avuto un controllo totale.
La continua richiesta di denaro da parte del 33enne, sarebbe stata dovuta all'assidua frequentazione delle sale slot della zona, dove gli investigatori ritengono sperperasse giornalmente somme sproporzionate rispetto alla sua figura di disoccupato, o almeno come ufficialmete appariva secondo l'INPS.

Al momento della notifica dell'ordinanza, D.I. si trovava già nel carcere di Montorio, dal momento che i carabinieri di Peschiera avevano raccolto anche una una serie di elementi a suo carico quale appartenente ad un sodalizio criminale dedito, tra l’altro, anche alla commissione di furti.
Ora dovrà rispondere anche di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

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