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(Foto di repertorio)

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Nuovo processo per Giacino e Lodi, rinviati a giudizio anche i genitori di lei

L'ex vicesindaco di Verona, la moglie e i suoceri sono accusati di intestazione fittizia di beni e ricettazione. Il processo sarà il prossimo 14 giugno

Intestazione fittizia di beni e ricettazione. Sono queste le nuove accuse da cui si devono difendere l'ex vicesindaco di Verona Vito Giacino, la moglie Alessandra Lodi e i genitori di lei. Il primo atto del processo del processo sarà il prossimo 14 giugno dopo il rinvio a giudizio deciso ieri, 19 aprile, e riportato da Camilla Ferro su L'Arena

Il processo è nato in seguito alla più vasta e nota indagine sul cosiddetto "metodo Giacino", un sistema di tangenti che l'ex vicesindaco si faceva pagare sotto forma di consulenze pagate alla moglie per accelerare la burocrazia attorno a pratiche urbanistiche in attesa di permessi. In pratica, i costruttori avrebbero dovuto allungare denaro a Giacino per fare in modo che i loro lavori avessero un iter burocratico più rapido. Per questo la coppia Giacino e Lodi è stata già condannata in primo e in secondo grado, poi in Cassazione la sentenza dell'Appello è stata in parte annullata e a settembre ci sarà un nuovo processo di secondo grado.

Ma prima di settembre viene giugno, dove Giacino, Lodi e il padre e la madre della donna dovranno spiegare un giro di denaro sospetto, scoperto dal pubblico ministero. Secondo l'accusa, infatti, ci sarebbero circa 45mila euro che i genitori di Alessandra Lodi avrebbero ricevuto dalla figlia, consapevoli del fatto che quel denaro era stato ottenuto illecitamente dalla donna.

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